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domenica 22 settembre 2019

GRANDI BUGIE TRA AMICI di Guillaume Canet: il grande valore dell’amicizia, nonostante tutto…




Alla vigilia del suo sessantesimo compleanno, Max ( François Cluzet ) decide di recarsi a  Cap Ferret sull’Atlantico, per trascorrere un po’ di tempo da solo.
Sinceramente non sta attraversando un buon periodo: ridotto sul lastrico a seguito del fallimento della sua attività commerciale, purtroppo è in procinto di vendere la bellissima villa in prossimità del mare dove per anni ha trascorso le vacanze estive in compagnia della moglie ( dalla quale si è ormai separato ), del figlio, ma soprattutto della chiassosa compagnia di amici che, a causa di varie incomprensioni, non vede più da anni.
Il suo progetto di ritagliarsi del tempo per riflettere sulla sua esistenza viene però ben presto mandato a monte.
Questo perché, con la complicità di Sabine ( Clémentine Baert ), la sua nuova compagna, quegli stessi amici con cui sembrava aver interrotto ogni rapporto, nel tentativo di superare definitivamente i vecchi dissapori, decidono di piombargli inaspettatamente in casa per festeggiare tutti insieme il suo compleanno.
Sebbene Max, almeno inizialmente, non gli riservi di certo una calorosa accoglienza, finisce comunque per invitarli a rimanere, anche se dovranno trasferirsi in un’altra villa che, a insaputa degli altri,  Eric ( Gilles Lellouche ) ha precedentemente preso in affitto.
Contrariamente a ogni sua previsione, proprio grazie alla vicinanza di quel gruppo di persone, nel corso di quei giorni Max riuscirà a ridefinire le sue priorità, e ad affrontare con il sorriso le difficoltà che gli riserverà il futuro.



Dopo l’incredibile successo di “Piccole bugie tra amici”, Guillaume Canet ha deciso di riunire lo stesso straordinario cast di interpreti ( più qualche gradita new entry ) per dare un seguito alle vicende di quel caotico gruppo di parigini in piena crisi di nervi, che anni fa aveva divertito e allo stesso tempo commosso il pubblico di mezzo mondo.
Da allora molte cose sono cambiate nelle vite di Max, Eric, Marie, Vincent e Antoine; ma soprattutto, nel frattempo sono intervenuti spiacevoli litigi che inevitabilmente hanno finito per portare allo sfaldamento del loro gruppo.
Il sentimento di amicizia che li unisce è comunque ancora molto forte, dato che, sebbene con diverso entusiasmo, ognuno di essi accetta di spostarsi fino a Cap Ferret per festeggiare tutti insieme un traguardo così importante nella vita di Max.
Grandi bugie tra amici” è in effetti una preziosa occasione di riflessione sul grande valore dell’amicizia, nonostante le piccole e grandi avversità che inevitabilmente finiscono per abbattersi sulle nostre vite.
François Cluzet anche in questo attesissimo sequel del talentuoso Canet finisce per risultare il vero mattatore della pellicola, magistralmente affiancato dalle straordinarie interpretazioni di Marion Cotillard ( qui nei panni di una madre che non ha ancora appreso pienamente il vero significato della maternità ) Gilles Lellouch ( un quarantenne  professionalmente realizzato che, malgrado tutto, si ritrova a doversi occupare da solo di una bimba piccola ) e Laurent Lafitte ( l’eterno Peter Pan della comitiva ).
Tutto ciò sullo sfondo di una delle località più suggestive della Francia in qualunque stagione dell'anno.

                                                            
                                                           Foto: Cinematografo.it

Titolo: Grandi bugie tra amici ( Nous finirons ensemble  )
Regia: Guillaume Canet
Interpreti: François Cluzet, Marion Cotillard, Gilles Lellouche, Benoît Magimel
Nazionalità: Francia
Anno: 2019

domenica 10 marzo 2019

7 UOMINI A MOLLO di Gilles Lellouche: la preziosa occasione di riscatto sociale di un gruppo di quarantenni nel bel mezzo di una crisi di nervi.



Sono oramai due anni che Bertrand ( Mathieu Amalric ) soffre di depressione; senza lavoro e con una famiglia a carico, trascorre le sue giornate passando dal letto al divano.
Il giorno in cui inizia a frequentare la piscina locale, l’uomo entra in contatto con un gruppo di coetanei facenti parti di una squadra di nuoto sincronizzato decisamente scalcinata, coordinata dalla problematica Delphine ( Virginie Efira ).
Sebbene inizialmente scettico, ma a ogni modo piuttosto incuriosito, Bertrand accetta di unirsi a quel gruppo di nuotatori alquanto singolari, scoprendo ben presto che, come lui, anche loro hanno un conto aperto con la vita.
La decisione di partecipare come squadra ai campionati mondiali che si terranno in Norvegia, rappresenterà per Bertrand e i suoi compagni una sfida all’apparenza impossibile, ma soprattutto una preziosa occasione di riscatto sociale…



Gilles Lellouche, apprezzato dal pubblico francese per la poliedricità delle sue interpretazioni, è tornato a cimentarsi dietro la macchina da presa, e per farlo ha riunito un nutrito cast di interpreti, fiore all’occhiello dell’attuale cinema d’oltralpe.
Giusto per citarne solo alcuni, Guillaume Canet, Benoît Poelvoorde, Jean-Hughes Anglade, senza ovviamente dimenticare Virginie EfiraLeïla Bekhti, in rappresentanza del gentile sesso, prestano anima e corpo a un gruppo di quarantenni nel bel mezzo di una crisi di nervi alla cui base vi sono i problemi con il lavoro, la famiglia e gli affetti in genere.
Il talentuoso Lellouche firma una commedia sociale, dove si ride ma soprattutto si riflette sull’inesorabile scorrere del tempo, sulle occasioni mancate, le aspettative disattese.
7 uomini a mollo, campione di incassi in Francia, è soprattutto una pellicola che veicola un messaggio di speranza, in quanto, a dispetto di ogni avversità, ogni nuovo giorno può essere quello giusto per dare una svolta decisiva alla propria vita.



Titolo: 7 uomini a mollo ( Le grand bain  )
Regia: Gilles Lellouche
Interpreti: Mathieu Amalric, Guillaume Canet, Benoît Poelvoorde, Jean-Hugues Anglade, Virgine Efira
Nazionalità: Francia
Anno: 2018
Uscita nelle sale italiane: 20 dicembre 2018

domenica 4 novembre 2018

SEPARATI MA NON TROPPO di Dominique Farrugia: tragicomico specchio della società che cambia.



Dopo 15 anni di matrimonio e due figli, Yvan ( Gilles Lellouche ) e Delphine ( Louise Bourgoin ) sono in procinto di separarsi.
L’uomo, un quarantenne alquanto immaturo, la cui attività di procuratore calcistico stenta decisamente a decollare, se ne va quindi di casa; ma non potendosi permettere un nuovo appartamento, dopo aver tentato di arrangiarsi con diverse sistemazioni di fortuna, è inevitabilmente costretto a tornare da sua moglie, rivendicando il 20% della proprietà della loro abitazione.
Da parte sua Delphine, che al momento non è in condizioni  di liquidargli quella quota, non può far altro che riaccoglierlo in casa.
Ben presto, però, la loro convivenza si trasforma  in una spietata ( sebbene divertente ) guerra senza alcuna esclusione di colpi…



La crisi che negli ultimi anni ha interessato il sistema economico a livello globale, ha ovviamente avuto dei riflessi diretti sulle abitudini di vita degli individui; e proprio a causa della limitata disponibilità di risorse finanziarie, in caso di separazione o divorzi, in molti sono purtroppo costretti a continuare a vivere sotto lo stesso tetto, con le ben immaginabili conseguenze che quella situazione ha sul benessere e la tranquillità personale, oltreché dei figli.
Prendendo spunto proprio da questo nuovo fenomeno, con “Separati ma non troppoDominique Farrugia - attore, regista, nonché sceneggiatore francese - ha realizzato un divertente e riuscito esempio di satira sociale, un tragicomico specchio dei tempi che inevitabilmente cambiano.
Questo grazie anche alla fortunata presenza di un’affiatata coppia di interpreti, tra cui spicca un Gilles Lellouche particolarmente esuberante, e che a tutti gli effetti si rivela il vero mattatore della pellicola.



Titolo: Separati ma non troppo ( Sous le même toit  )
Regia: Dominique Farrugia
Interpreti: Gilles Lellouche, Louise Bourgoin, Manu Payet, Marilou Berry
Nazionalità: Francia
Anno: 2017

sabato 10 febbraio 2018

“C’est la vie – Prendila come viene” di Olivier Nakache e Eric Toledano: le tragicomiche disavventure di un navigato wedding planner.



E’ l’inizio di un nuovo giorno, e Max ( Jean-Pierre Bacri ) – affermato organizzatore di matrimoni – si sta recando presso un antico ed elegante castello nei dintorni di Parigi, dove seguirà in prima persona i preparativi del fastoso banchetto che si terrà lì quella stessa sera.
Giunto sul posto, trova ad attenderlo i suoi fedeli collaboratori che, loro malgrado, finiscono abitualmente per metterlo nei guai.
C’è Adèle ( Eye Haidara ), la sua irascibile e litigiosa assistente; James ( Gilles Lellouche ), il cantante che insieme alla sua sgangherata orchestra cerca maldestramente di intrattenere gli invitati con un repertorio forse fin troppo personale.
Guy ( Jean-Paul Rouve ), un fotografo amico di Max,  per il quale risulta sempre più difficile riuscire a strappare un ingaggio ai matrimoni, ma che comunque non perde occasione di ingozzarsi al buffet; e poi c’è un’esasperata Josiane ( Suzanne Clément ); stanca del suo ruolo d’amante, minaccia  infatti di interrompere la sua relazione con Max nel caso in cui quest’ultimo non si decida definitivamente a separarsi dalla moglie.
In poco meno di ventiquattr’ore, l'uomo si ritroverà così ad affrontare un’interminabile serie di situazioni tanto difficili quanto imbarazzanti, che riuscirà a ogni modo a superare brillantemente grazie al suo innegabile senso pratico; e questo, ovviamente, con l’obiettivo di non deludere le aspettative dei suoi clienti, ma soprattutto di salvaguardare sempre e comunque il vero senso della festa…


Celebrato recentemente con una pioggia di nomination ai prossimi César, dopo l’enorme successo di pubblico e di critica riscosso in Francia, “C’est la vie – Prendila come viene” è finalmente uscito anche nelle sale italiane.
In questa loro ultima pellicola Olivier Nakache e Eric Toledano mettono in scena le tragicomiche disavventure di un navigato wedding planner, costretto quotidianamente a barcamenarsi  tra il rispetto delle pressanti regole imposte all’esercizio della sua professione e le più disparate richieste provenienti dai suoi clienti, cercando al tempo stesso di porre rimedio agli innumerevoli problemi che con la loro eccessiva approssimazione i suoi dipendenti  puntualmente gli creano.
I due registi francesi, già ben noti al pubblico italiano  per il travolgente “Quasi amici”, hanno realizzato una divertentissima commedia corale che funziona con la stessa precisione di un orologio svizzero; tutto merito di una sceneggiatura che non presenta sbavature e che trova il suo punto di forza in dialoghi veloci e frizzanti.
In un crescendo di situazioni decisamente esilaranti, allo spettatore sono garantite due ore di piacevolissimo intrattenimento, grazie anche a uno straordinario cast di interpreti, tra i quali spicca su tutti Jean-Pierre Bacri; il personaggio da lui interpretato, sebbene all’apparenza alquanto burbero, si rivela in realtà il vero mattatore della festa.



Titolo: C’est la vie – Prendila come viene  ( Le sens de la fête )
Regia: Olivier Nakache e Eric Toledano 
Interpreti: Jean-Pierre Bacri, Gilles Lellouche, Jean-Paul Rouve, Vincent Macaigne
Nazionalità: Francia
Anno: 2017

mercoledì 12 agosto 2015

“E’ arrivato nostro figlio” di Valérie Lemercier: un’amara riflessione sul desiderio di diventare genitori a tutti i costi.


Apparentemente, l’esistenza di Aleksandra ( Valérie Lemercier ), intransigente capo redattrice di una rivista di moda, sembra essere praticamente perfetta.
Ha infatti un ottimo lavoro, un marito - Cyrille ( Gilles Lellouche ) - proprietario di una galleria d’arte, un bell’appartamento a Parigi, e… perfino un amante!
In realtà, la mancanza di un figlio le impedisce   di poter affermare di avere avuto veramente tutto dalla vita; per questo motivo, i due coniugi decidono di avviare le pratiche per l’adozione internazionale di un bambino.
Grazie anche alle loro non indifferenti disponibilità economiche, la richiesta di Aleksandra e Cyrille viene approvata in tempi relativamente brevi, e così, dopo poco tempo, i due si preparano ad accogliere nella loro casa Aleksei: un bambino di sette anni proveniente dalla Russia.
All’aeroporto, però, l’incontro con il piccolo si rivela una grande delusione per la donna; e questo sarà per lei solo l’inizio di una serie di tragicomiche peripezie che ben presto la porteranno a rimettere seriamente in discussione il suo desiderio di diventare mamma…


Interprete di grande talento, molto apprezzata in Francia, con “E’ arrivato nostro figlio” Valérie Lemercier si cimenta per la quarta volta dietro la macchina da presa, dirigendo se stessa in una gradevole commedia dai chiari risvolti sociali.
Prendendo infatti spunto dalla storia realmente accaduta di una donna americana che, dopo aver ricevuto in adozione un minore proveniente dall’estero, lo ha poi rimandato nel suo paese con una semplice lettera di scuse, l’attrice nonché regista  francese sviluppa, anche se in tono ironico, un’amara riflessione sul desiderio di diventare genitori a tutti i costi.
Fin da subito, infatti, appare evidente che la frivola Aleksandra, la cui esistenza è votata esclusivamente all’immagine, tratta il piccolo Aleksei alla stessa stregua di un “mero accessorio”, da scegliere semplicemente sulla base del colore dei capelli, senza minimamente preoccuparsi delle sue difficoltà di inserimento in un contesto sociale diverso da quello da cui proviene.
Fortunatamente, “E’ arrivato nostro figlio” ha però un epilogo decisamente più felice rispetto a quanto è accaduto nella realtà e, al tempo stesso, richiama l’attenzione dello spettatore sull’importanza della famiglia come istituzione basilare nel processo educativo di ogni bambino.
Ad affiancare Valérie Lemercier troviamo il bravo Gilles Lellouche, il cui personaggio, sebbene fin dalle prime scene ci appaia relegato ad un ruolo di subalterno dall’ingombrante presenza della moglie, con lo sviluppo della vicenda riesce invece a brillare in tutta la sua forza e simpatia.  


Titolo: E’ arrivato nostro figlio ( 100% cachemire )
Regia: Valérie Lemercier
Interpreti: Valérie Lemercier, Gilles Lellouche, Marina Foïs
Nazionalità: Francia
Anno: 2013



lunedì 6 aprile 2015

“French Connection” di Cédric Jimenez: la vera storia del giudice Pierre Michel, in lotta contro la malavita organizzata, nella Marsiglia degli anni 70.


Nel 1975, Marsiglia è considerata a tutti gli effetti la capitale mondiale dell’eroina; chi ne gestisce il traffico è La French, l’organizzazione mafiosa capitanata da Gaëtan Zampa (Gilles Lellouche), che esercita tra l’altro il proprio controllo su sale da gioco e locali notturni.
A contrastarne le azioni criminose viene quindi chiamato  il giudice Pierre Michel (Jean Dujardin), il quale si distingue fin da subito per la sua assoluta incorruttibilità.
Con il passare del tempo, l’uomo si ritrova sempre più emotivamente coinvolto nell’indagine che gli è stata affidata, al punto da trascurare la propria famiglia e mettere in pericolo la propria vita.
Sei anni più tardi verrà infatti ucciso in un agguato, mentre alla guida della sua moto sta rientrando a casa dalla moglie e dalle sue due figlie piccole.
Sebbene non ne sia direttamente coinvolto, dell’omicidio verrà immediatamente sospettato Zampa; per lui, questo segnerà l’inizio del suo rapido declino…


Ispirandosi alla vera storia del giudice Pierre Michel e alla sua lotta contro la malavita organizzata nella Marsiglia degli anni settanta, Cédric Jimenez ha realizzato un polar alquanto interessante, che solo nelle sale francesi ha superato il milione e mezzo di spettatori.
Sullo sfondo di una Costa Azzurra d’antan mirabilmente ricostruita con accurate scenografie, perennemente soleggiata ma resa alquanto malinconica da una fotografia in perfetto stile vintage, “French Connection” si focalizza sul doloroso confronto tra due uomini operanti sui due lati opposti della barricata e, in particolare, su quella che per l’eroico giudice divenne una vera e propria ossessione nei confronti del carismatico Zampa; ossessione che inevitabilmente fini per travolgere la vita di entrambi, e delle loro rispettive famiglie.
Per portare sullo schermo questo turbolento spaccato della storia francese, il regista si è avvalso della magistrale interpretazione di due dei più grandi talenti dell’attuale cinema d’Oltralpe: il premio Oscar Jean Dujardin, straordinariamente calato nel personaggio dell’integerrimo e tormentato giudice francese, e il bravissimo Gilles Lellouche, praticamente perfetto nella parte dello spietato e fascinoso padrino.
Amici nella vita reale, Dujardin e Lellouche si sono ritrovati antagonisti sullo schermo, sebbene insieme compaiano solamente in una scena: quella del memorabile incontro faccia a faccia tra Pierre Michel e  Gaëtan Zampa in un’isolata strada dell’entroterra della Costa Azzurra.


Titolo: French Connection La French )
Regia: Cédric Jimenez
Interpreti: Jean Dujardin, Gilles Lellouche, Céline Sallette, Mélanie Doutey, Benoît Magimel
Nazionalità: Francia, Belgio
Anno: 2014




sabato 21 luglio 2012

“Piccole bugie tra amici” di Guillaume Canet: le incantevoli spiagge di Cap Ferret fanno da sfondo alle nevrosi di un gruppo di amici parigini.


La cartolina di oggi arriva dalle spiagge francesi della costa atlantica, e più precisamente da Cap Ferret, dove il regista, nonché attore, Guillaume Canet ha girato nell’estate di tre anni fa “Piccole bugie tra amici”: una commedia drammatica che, dopo aver registrato un enorme successo di pubblico in Francia, è arrivata nelle nostre sale la scorsa primavera.
Alcuni giorni prima della partenza per Cap Ferret, dove ogni estate sono soliti trascorrere insieme un breve periodo di vacanza, un gruppo di parigini viene sconvolto dalla notizia dell’incidente in scooter accaduto all’amico Ludo (Jean Dujardin) all’uscita da una discoteca.
Inizialmente restii a lasciarlo da solo in ospedale, vengono successivamente tranquillizzati dai medici sulle sue reali possibilità di recupero; e decidono quindi di partire ugualmente per il loro ritrovo annuale.
Quella loro vacanza però, anziché  distrarli dai problemi quotidiani,  porterà alla luce tutte le nevrosi, le paure e le incomprensioni tra di loro, che fino ad allora erano rimaste nascoste sotto la sabbia.
Max (François Cluzet), il proprietario della villa, è un uomo di mezz’età dal carattere irascibile che rischia di compromettere irrimediabilmente il proprio rapporto con l’amico Vincent (Benoît Magimel), dopo che quest’ultimo gli ha rivelato di provare per lui qualcosa di più di un sentimento di amicizia.
Marie (Marion Cotillard) è una giovane donna che, alla continua ricerca di un proprio equilibrio interiore, passa con estrema facilità da un partner all’altro.
Eric (Gilles Lellouche) è invece un attore agli inizi della carriera, che non riesce a resistere alla tentazione di sedurre ogni donna che incontra, e che per questo motivo viene abbandonato dalla sua ragazza.
Vi è infine Antoine (Laurent Lafitte), anche lui è stato lasciato dalla fidanzata; ossessiona in continuazione gli altri con la richiesta di consigli, nella speranza di poter tornare insieme a lei.
I giorni trascorrono abbastanza tranquillamente tra risate, litigi e gite in barca, fino a quando non accadrà qualcosa che, sebbene comprometterà ulteriormente l’instabile equilibrio di ognuno di essi, finirà comunque per rendere più saldo il loro rapporto…


Con questo film Guillaume Canet ha voluto realizzare una sorta de “Il grande freddo”, la celeberrima pellicola di Lawrence Kasdan datata 1983, in “salsa francese”.
Sebbene la sceneggiatura di “Piccole bugie tra amici” non si contraddistingua per la sua originalità, il regista è comunque riuscito a sostenere bene il carattere corale della pellicola, narrando le dinamiche che si sviluppano tra i singoli personaggi coinvolti nella storia; i quali, sebbene inizialmente ci appaiano altruisti e affettuosi, successivamente si rivelano ai nostri occhi egoisti e bugiardi.
Il titolo originale “Les petits mouchoirs” ( letteralmente  “I fazzolettini” ) fa riferimento ad un’espressione francese che viene utilizzata quando si vuole indicare qualcosa che è tenuto nascosto, stendendoci sopra un fazzoletto.
Questo è proprio ciò che ha fatto, per tutta la sua vita, ciascuna delle persone appartenenti a quel gruppo di amici; non solamente nei rapporti tra di loro, ma anche e soprattutto nei confronti di loro stessi. Gli eventi, però, li costringeranno ad affrontare la realtà per quello che effettivamente è.
All’interno del cast si distingue particolarmente per l’intensità della sua interpretazione Marion Cotillard, compagna del regista nella vita, e premio Oscar come migliore attrice protagonista per il  ruolo di Edith Piaf nel film  “La vie en rose”.
A fare da sfondo alle vicende di questa commedia drammatica abbiamo le incantevoli spiagge di Cap Ferret, la località balneare situata nella regione dell’Aquitania, nel sud-ovest della Francia.
A seguito del successo ottenuto da “Piccole bugie tra amici” sono aumentate le richieste di coloro che nel periodo estivo desiderano affittare un’abitazione proprio in questa zona. Qualcuno ha perfino espressamente richiesto di trascorrere le vacanze nella casa in cui è stato girato il film, e dove l’intero cast ha vissuto per un brevissimo periodo di tempo, per potersi ambientare prima dell’inizio delle riprese.
Per cominciare ad entrare nelle atmosfere estive della pellicola, vi consiglio di guardarne subito il trailer; io, come al solito, vi rinnovo il mio invito su questo blog con la prossima cartolina dalla Francia.




Titolo: Piccole bugie tra amici ( Les petits mouchoirs ) 
Regia: Guillaume Canet
Interpreti : François Cluzet, Jean Dujardin, Benoît Magimel, Marion Cotillard, Gilles Lellouche
Nazionalità : Francia
Anno : 2010