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lunedì 28 gennaio 2019

IL RITORNO DELL’EROE di Laurent Tirard: una spassosa commedia in costume per il mattatore Jean Dujardin.



Borgogna 1806. Charles-Grégoire Neuville ( Jean Dujardin ) è un capitano dell’esercito francese che si è sempre contraddistinto per la sua innegabile codardia.
Impenitente dongiovanni, nel tentativo di accrescere il proprio prestigio sociale decide di chiedere in sposa la giovane Pauline Beaugrand ( Noémie Merlant ), appartenente a una delle famiglie aristocratiche più in vista della regione; ma subito dopo il fidanzamento è costretto a partire alla volta del fronte austriaco dove lo attende una nuova guerra, promettendo però alla futura sposa di scriverle tutti giorni.
Tuttavia le settimane passano senza che l’uomo faccia avere sue notizie alla povera Pauline, gettandola così nello sconforto più profondo.
Decisamente preoccupata per lo stato di salute della sorella minore, l’ingegnosa Elisabeth ( Mélanie Laurent )  si “sostituisce” allora al capitano, iniziando a scriverle delle lettere e, ritenendo che l’uomo oramai non tornerà più, arrivando perfino a farlo “morire”.
Tre anni dopo, però, Neuville ( che nel frattempo ha disertato l’esercito ), si ripresenta con la ferma intenzione di riprendere la sua relazione con Pauline.
Determinata a contrastare i suoi piani, ben presto Elisabeth instaura con lui una guerra senza alcuna esclusione di colpi…


Con “Il ritorno dell’eroe il regista francese Laurent Tirard ci regala una spassosa commedia in costume con uno strepitoso Jean Dujardin.
Quello del capitano Charles-Grégoire Neuville  è infatti uno dei ruoli a lui più congeniali che riconferma tutta la bravura e la simpatia del mattatore francese, oramai ben note  non solamente al pubblico d’Oltralpe.
Ad affiancarlo in questa sua ennesima e fortunata esperienza cinematografica troviamo una Mélanie Laurent particolarmente frizzante; con la sua Elisabeth l’attrice francese riesce infatti a farsi apprezzare anche in un ruolo per lei decisamente insolito all’interno di una pellicola che mescola abilmente avventura e sentimenti, e caratterizzata, oltreché da dialoghi particolarmente brillanti, da un’accurata ricostruzione storica.


Titolo: Il ritorno dell’eroe ( Le retour du héros  )
Regia: Laurent Tirard
Interpreti: Jean Dujardin, Mélanie Laurent, Noémie Merlant, Féodor Atkine, Laurent Bateau
Nazionalità: Francia
Anno: 2018

martedì 12 settembre 2017

“Uno+una” di Claude Lelouch: una gradevolissima commedia romantica sulla continua evoluzione dei sentimenti nei rapporti di coppia.


Antoine ( Jean Dujardin ) è un compositore di colonne sonore, acclamato a livello internazionale; affascinante, simpatico e di bell’aspetto, è indubbiamente un vero tombeur de femmes.
Dopo aver trascorso la sua vita passando da una conquista femminile all’altra, senza avvertire il bisogno di costruire qualcosa di veramente duraturo nel tempo, sembra aver finalmente trovato la tranquillità sentimentale con Alice ( Alice Pol ), una giovane pianista.
Ingaggiato da un famoso regista indiano per la realizzazione della colonna sonora del suo ultimo film – una nuova versione di “Romeo e Giulietta” – Antoine lascia Parigi per volare a Bombay.
Qui, invitato a una cena di gala, fa la conoscenza di Anna ( Elsa Zylberstein ) e di suo marito Samuel ( Christopher Lambert ) – l’ambasciatore francese in India.
Sebbene Antoine e Anna sembrino non avere nulla che li accomuni, tra i due si sviluppa immediatamente un’attrazione reciproca.
Incuriosito ( ma soprattutto divertito ) dalle teorie filosofiche sciorinate con estrema disinvoltura da Anna, Antoine accetta di intraprendere con lei un viaggio che lo porterà a stretto contatto con le tradizioni culturali e spirituali dell’India; un viaggio che cambierà per sempre il corso delle loro vite…


Sebbene sia oramai trascorso più di mezzo secolo da quando incantò le platee di tutto il mondo con il suo celeberrimo “Un uomo, una donna”, giunto alla veneranda età di ottant’anni Claude Lelouch continua tuttora a far sognare ( e divertire ) vecchie e nuove generazioni di spettatori.
Uno+una, la penultima della lunga serie di pellicole che compongono la nutrita filmografia del regista francese, è l’ennesima variazione sul tema dell’amore da lui affrontata con la delicatezza e l'ironia che da sempre costituiscono la cifra stilistica del suo cinema.
Lelouch ci regala una gradevolissima commedia romantica sulla continua evoluzione dei sentimenti nei rapporti di coppia che vede come protagonisti principali uno straordinario Jean Dujardin ( qui in un ruolo a lui particolarmente congeniale ) affiancato dalla sempre brillante Elsa Zylberstein.
Sullo sfondo dei suggestivi e variopinti paesaggi di un’India da cartolina, si ride ma soprattutto ci si emoziona, cullati dalla struggente melodia della colonna sonora composta dal premio Oscar Francis Lai, il cui lungo e fortunato sodalizio con Claude Lelouch risale proprio ai tempi di “Un uomo, una donna”.


Titolo: Uno+una ( Un+une )
Regia : Claude Lelouch
Interpreti: Jean Dujardin, Elsa Zylberstein, Christopher Lambert, Alice Pol
Nazionalità: Francia
Anno: 2015

domenica 25 settembre 2016

“Un amore all’altezza” di Laurent Tirard: quando il tema del “diverso” viene trattato con il “sorriso”.


Diane ( Virginie Efira ), bionda e affascinante avvocato, è titolare con l’ex-marito di uno studio legale.
Una sera, rientrata a casa, riceve la telefonata di un certo Alexandre ( Jean Dujardin ), un architetto di successo, il quale le comunica di aver ritrovato il suo cellulare, dimenticato sul tavolo di un ristorante nel quale si trovava anche lui.
L’uomo le confessa fin da subito di aver preferito ricontattarla in un secondo momento al solo scopo di chiederle un appuntamento.
Alquanto incuriosita dall’indiscutibile ironia del suo interlocutore, la donna accetta quindi il suo invito; il giorno del loro incontro, però, rimane decisamente sorpresa nello scoprire che Alexandre è alto un metro e trentasei centimetri.
Nonostante tutto, conquistata dai modi estremamente garbati del simpatico architetto, e dalle attenzioni che prodiga nei propri confronti, Diane decide di frequentarlo.
Ben presto, però, si ritroverà a essere alquanto dibattuta tra i propri sentimenti per Alexandre e i numerosi pregiudizi che coloro che la circondano nutrono riguardo alla loro relazione…



Remake di “Corazón de León”, film argentino del 2013, “Un amore all’altezza” è una piacevole commedia francese in cui viene trattato con il “sorriso” l’importante tema del “diverso”: in particolare di come tutto quello che esula dagli “standard abituali ” viene percepito dalla società in cui viviamo e, soprattutto, del modo in cui ognuno di noi viene influenzato dai pregiudizi altrui.
Questo è ciò che esattamente accade a Diane, la quale, più che mai determinata a lasciarsi definitivamente alle spalle un matrimonio ormai finito da tempo, si ritrova a poco a poco coinvolta in una storia d’amore in cui realmente crede, e che sarebbe veramente perfetta solo se lei non si lasciasse scoraggiare da ciò che pensano al riguardo parenti e amici.
Nonostante il finale possa sembrare alquanto semplicistico, il messaggio del film è alquanto preciso e mira dritto al punto: riuscire sempre ad abbattere le barriere mentali in nome di ciò che amiamo e in cui crediamo.
Per questa sua ennesima pellicola, Laurent Tirard ha effettuato un sapiente uso degli effetti speciali, oltreché di una controfigura, per riuscire a “rimpicciolire” un sempre straordinario Jean Dujardin, il cui personaggio non solo diverte, ma anche commuove per la maniera in cui vive la drammaticità della sua situazione.


  
Titolo: Un amore all’altezza ( Un homme à l’hauteur )
Regia : Laurent Tirard
Interpreti: Jean Dujardin, Virginie Efira, Cédric Kahn, César Domboy
Nazionalità: Francia
Anno: 2016




lunedì 6 aprile 2015

“French Connection” di Cédric Jimenez: la vera storia del giudice Pierre Michel, in lotta contro la malavita organizzata, nella Marsiglia degli anni 70.


Nel 1975, Marsiglia è considerata a tutti gli effetti la capitale mondiale dell’eroina; chi ne gestisce il traffico è La French, l’organizzazione mafiosa capitanata da Gaëtan Zampa (Gilles Lellouche), che esercita tra l’altro il proprio controllo su sale da gioco e locali notturni.
A contrastarne le azioni criminose viene quindi chiamato  il giudice Pierre Michel (Jean Dujardin), il quale si distingue fin da subito per la sua assoluta incorruttibilità.
Con il passare del tempo, l’uomo si ritrova sempre più emotivamente coinvolto nell’indagine che gli è stata affidata, al punto da trascurare la propria famiglia e mettere in pericolo la propria vita.
Sei anni più tardi verrà infatti ucciso in un agguato, mentre alla guida della sua moto sta rientrando a casa dalla moglie e dalle sue due figlie piccole.
Sebbene non ne sia direttamente coinvolto, dell’omicidio verrà immediatamente sospettato Zampa; per lui, questo segnerà l’inizio del suo rapido declino…


Ispirandosi alla vera storia del giudice Pierre Michel e alla sua lotta contro la malavita organizzata nella Marsiglia degli anni settanta, Cédric Jimenez ha realizzato un polar alquanto interessante, che solo nelle sale francesi ha superato il milione e mezzo di spettatori.
Sullo sfondo di una Costa Azzurra d’antan mirabilmente ricostruita con accurate scenografie, perennemente soleggiata ma resa alquanto malinconica da una fotografia in perfetto stile vintage, “French Connection” si focalizza sul doloroso confronto tra due uomini operanti sui due lati opposti della barricata e, in particolare, su quella che per l’eroico giudice divenne una vera e propria ossessione nei confronti del carismatico Zampa; ossessione che inevitabilmente fini per travolgere la vita di entrambi, e delle loro rispettive famiglie.
Per portare sullo schermo questo turbolento spaccato della storia francese, il regista si è avvalso della magistrale interpretazione di due dei più grandi talenti dell’attuale cinema d’Oltralpe: il premio Oscar Jean Dujardin, straordinariamente calato nel personaggio dell’integerrimo e tormentato giudice francese, e il bravissimo Gilles Lellouche, praticamente perfetto nella parte dello spietato e fascinoso padrino.
Amici nella vita reale, Dujardin e Lellouche si sono ritrovati antagonisti sullo schermo, sebbene insieme compaiano solamente in una scena: quella del memorabile incontro faccia a faccia tra Pierre Michel e  Gaëtan Zampa in un’isolata strada dell’entroterra della Costa Azzurra.


Titolo: French Connection La French )
Regia: Cédric Jimenez
Interpreti: Jean Dujardin, Gilles Lellouche, Céline Sallette, Mélanie Doutey, Benoît Magimel
Nazionalità: Francia, Belgio
Anno: 2014




domenica 22 settembre 2013

“Ca$h” di Eric Besnard: un patinato action movie in cui nulla è come sembra.


Solal (Clovis Cornillac) rimane ucciso mentre sta eseguendo una rapina. Qualche tempo dopo suo fratello Cash (Jean Dujardin), nel tentativo di vendicarne la morte, decide di organizzare con l’aiuto di una banda di falsari suoi amici una colossale truffa, che vedrà coinvolta, oltre a Maxime (Jean Reno), leggendario truffatore nonché padre della sua ragazza, anche un’ambigua ispettrice dell’Europol: l’affascinante Julia Molina (Valeria Golino)…


Ispirandosi alla fortunata serie dei film Ocean’s, diretti da Steven Soderbergh, Eric Besnard è riuscito a realizzare un patinato action-movie in cui gli elementi che caratterizzano le pellicole della  sopra citata saga americana si mescolano con successo con quelli tipici della commedia degli equivoci francese.
Il sottotitolo di “Ca$h” potrebbe tranquillamente recitare “Nulla è come sembra”; in effetti, a mano a mano che lo spettatore si addentra nei complessi intrecci che costituiscono la trama della pellicola, non può fare a meno di percepire la subdola ambiguità dei singoli personaggi coinvolti nella vicenda; per poi rimanere completamente spiazzato dal vero e proprio colpo scena finale, a seguito del quale ciascuno di essi sarà però costretto a gettare finalmente la propria maschera.
Ad interpretare questo elegante e alquanto movimentato gioco delle parti, troviamo un cast di tutto rispetto, all’interno del quale spiccano, oltre al veterano Jean Reno e al premio Oscar Jean Dujardin, una Valeria Golino particolarmente intrigante.
Oltre allo stellato cast di interpreti sopra citato, a conferire un’ulteriore nota glamour alla pellicola ha indubbiamente contribuito la scelta delle locations in cui è stata girata; in effetti, le spettacolari scene d’azione in cui vediamo coinvolti sia Cash che i suoi complici hanno luogo sullo sfondo della Ville Lumière e di una coloratissima Costa Azzurra; il tutto allo scopo di garantire allo spettatore due ore di puro intrattenimento à la française.



Titolo: Ca$h ( Ca$h )
Regia: Eric Besnard
Interpreti: Jean Dujardin, Jean Reno, Valeria Golino, Alice Taglioni, François Berléand
Nazionalità: Francia
Anno: 2008


venerdì 17 maggio 2013

“The artist” di Michel Hazanavicius: il film francese più premiato di tutti i tempi.


Nella Hollywood degli anni venti, George Valentin (Jean Dujardin) è una grande star del cinema muto, osannato sia dal pubblico che dalla critica.
In occasione della presentazione di una delle sue pellicole, l’attore viene fotografato insieme a Peppy Miller (Bérénice Bejo), una sua giovane ammiratrice, nonché aspirante attrice, che il giorno seguente George rivede sul set di un film, in cui è stata ingaggiata come comparsa.
Tra i due si sviluppa immediatamente un’ottima intesa.
Per la giovane donna questo incontro segna l’inizio di una lunga e fortunata carriera nel mondo del cinema, mentre George Valentin a poco a poco viene abbandonato da tutti, finendo sul lastrico  soprattutto dopo l’avvento del sonoro.
Alcuni anni dopo l’attrice, che non ha mai dimenticato George, decide di offrirgli il suo aiuto, ma l’uomo, per una questione di orgoglio, lo rifiuta; anzi, sempre più disperato, tenta il suicidio.
Peppy, però, non solo riuscirà a salvargli la vita, ma gli permetterà addirittura di tornare alla ribalta, facendolo recitare accanto a lei in un musical…




In un’epoca in cui le pellicole in 3D imperversano nei multiplex di tutto il mondo, decidendo di portare sul grande schermo un film in bianco e nero, e per di più muto, Michel Hazanavicius ha indubbiamente dimostrato tutta la sua genialità, nonché la sua elevata predisposizione al rischio.
L’idea di questo ambizioso e decisamente originale progetto cinematografico, è stata comunque premiata fin  dalla presentazione di “The artist” al Festival di Cannes del 2011, in occasione del quale Jean Dujardin si è addirittura aggiudicato la Palma d’oro per la migliore interpretazione maschile.
Cannes, però, è stata solamente la prima tappa di un incredibile e fortunato viaggio che, in poco meno di un anno, ha permesso a questa pellicola di fare una vera e propria incetta di premi, tra cui ben cinque statuette agli Oscar 2012.
“The artist”, che tra l’altro risulta essere il film francese più premiato di tutti i tempi, è essenzialmente un omaggio al cinema degli anni venti, di cui il regista è riuscito a far rivivere le magiche atmosfere, curando nei minimi dettagli la realizzazione tecnica della  pellicola.
Durante la sua visione, non possiamo fare a meno di riconoscere come le dinamiche dell’attuale industria cinematografica non siano poi così dissimili da quelle che all’epoca muovevano Hollywood, da sempre considerata non solo una fabbrica di sogni ma anche, purtroppo, di delusioni.
“The artist” segue per l’appunto la parabola discendente di un attore di successo, la cui popolarità viene a poco a poco eclissata dall’avvento del sonoro. Nonostante la disperazione in cui  lo vediamo lentamente sprofondare, la pellicola si conclude con un importante messaggio di solidarietà e, soprattutto, di speranza.
Affiancato da una frizzante Bérénice Bejo, Jean Dujardin è semplicemente strepitoso nel ruolo di George Valentin. La sua espressività è, in effetti, decisamente fuori dal comune; per non parlare poi della sua incredibile bravura nel numero di tip-tap che chiude magnificante il film.



Titolo: The artist ( The artist )
Regia: Michel Hazanavicius
Interpreti: Jean Dujardin, Bérénice Bejo, John Goodman, James Cromwell
Nazionalità: Francia
Anno: 2011

domenica 21 aprile 2013

“Tre destini, un solo amore” di Nicole Garcia: un intrigante thriller dei sentimenti.


Marc Palestro (Jean Dujardin) è un agente immobiliare di successo che, alla fine degli anni ottanta, vive felicemente con la moglie e la figlia in un’elegante villa nella periferia di Aix-en-Provence.
Un giorno, in occasione di un’importante trattativa immobiliare, Marc incontra una bellissima donna bionda (Marie-Josée Croze) nella quale crede di riconoscere Cathy, la bambina di cui era perdutamente innamorato nel 1962, quando viveva ancora ad Oran durante gli ultimi anni della guerra di indipendenza algerina, e che da allora non aveva più rivisto.
Nel momento in cui, il giorno seguente, lei gli conferma la propria identità, tra i due si riaccende immediatamente la passione; però, dopo aver trascorso la notte insieme, Cathy scompare misteriosamente.
Poco dopo, il verificarsi di una serie di strane circostanze porterà Marc a sospettare che la donna non sia effettivamente chi dice di essere, e per questo motivo inizierà la sua indagine personale per cercare di sapere di più sulla sua vera identità…

Ambientato tra i soleggiati paesaggi del sud della Francia e l’esotica cittadina di Oran, “Tre destini, un solo amore” è il sesto lungometraggio di Nicole Garcia, prolifica regista, nonché talentuosa  attrice di origine algerina.
La storia si sviluppa lentamente tramite un continuo alternarsi di due piani temporali, attraverso i quali lo spettatore si ritrova più volte catapultato dalla Francia della fine degli anni ottanta al periodo conclusivo della guerra di indipendenza algerina: l’epoca in cui sbocciò l’amore di Marc per Cathy, poi purtroppo improvvisamente interrotto a seguito della  fuga in Francia della famiglia del bambino.
Quasi trent’anni dopo, l’incontro con una misteriosa femme fatale, nella quale Marc crede di riconoscere l’indimenticata Cathy, sebbene gli permetta di riassaporare tutta la tenerezza dei momenti  trascorsi insieme a lei su di una terrazza prospiciente il mare algerino, lo costringe allo stesso tempo a rivivere dolorosamente i giorni che seguirono quel traumatico distacco dal suo primo grande amore e dalla sua terra.
L’equilibrio che caratterizza la solida esistenza di Marc, affermato professionista nonché esemplare padre di famiglia, inizia così improvvisamente a vacillare, in particolar modo dopo che in lui si insidia il sospetto che quella donna si stia prendendo pericolosamente gioco di lui.
Con “Tre destini, un solo amore” Nicole Garcia ha confezionato un intrigante thriller dei sentimenti, avvalendosi del premio Oscar Jean Dujardin, che con questa pellicola è riuscito a dare un’ulteriore e indiscutibile prova delle sue capacità interpretative, e della bellissima Marie-Josée Croze, perfetta nel rendere tutta la misteriosità del suo personaggio.
Nel cast ritroviamo anche due grandissimi attori appartenenti al cinema italiano: la mitica Claudia Cardinale e il bravissimo Toni Servillo, nei ruoli rispettivamente della madre e dell’ambiguo collaboratore di Marc.



Titolo: Tre destini, un solo amore ( Un balcon sur la mer )
Regia: Nicole Garcia
Interpreti: Jean Dujardin, Marie-Josée Croze, Sandrine Kiberlain, Toni, Servillo, Claudia Cardinale.
Nazionalità: Francia
Anno: 2010

sabato 21 luglio 2012

“Piccole bugie tra amici” di Guillaume Canet: le incantevoli spiagge di Cap Ferret fanno da sfondo alle nevrosi di un gruppo di amici parigini.


La cartolina di oggi arriva dalle spiagge francesi della costa atlantica, e più precisamente da Cap Ferret, dove il regista, nonché attore, Guillaume Canet ha girato nell’estate di tre anni fa “Piccole bugie tra amici”: una commedia drammatica che, dopo aver registrato un enorme successo di pubblico in Francia, è arrivata nelle nostre sale la scorsa primavera.
Alcuni giorni prima della partenza per Cap Ferret, dove ogni estate sono soliti trascorrere insieme un breve periodo di vacanza, un gruppo di parigini viene sconvolto dalla notizia dell’incidente in scooter accaduto all’amico Ludo (Jean Dujardin) all’uscita da una discoteca.
Inizialmente restii a lasciarlo da solo in ospedale, vengono successivamente tranquillizzati dai medici sulle sue reali possibilità di recupero; e decidono quindi di partire ugualmente per il loro ritrovo annuale.
Quella loro vacanza però, anziché  distrarli dai problemi quotidiani,  porterà alla luce tutte le nevrosi, le paure e le incomprensioni tra di loro, che fino ad allora erano rimaste nascoste sotto la sabbia.
Max (François Cluzet), il proprietario della villa, è un uomo di mezz’età dal carattere irascibile che rischia di compromettere irrimediabilmente il proprio rapporto con l’amico Vincent (Benoît Magimel), dopo che quest’ultimo gli ha rivelato di provare per lui qualcosa di più di un sentimento di amicizia.
Marie (Marion Cotillard) è una giovane donna che, alla continua ricerca di un proprio equilibrio interiore, passa con estrema facilità da un partner all’altro.
Eric (Gilles Lellouche) è invece un attore agli inizi della carriera, che non riesce a resistere alla tentazione di sedurre ogni donna che incontra, e che per questo motivo viene abbandonato dalla sua ragazza.
Vi è infine Antoine (Laurent Lafitte), anche lui è stato lasciato dalla fidanzata; ossessiona in continuazione gli altri con la richiesta di consigli, nella speranza di poter tornare insieme a lei.
I giorni trascorrono abbastanza tranquillamente tra risate, litigi e gite in barca, fino a quando non accadrà qualcosa che, sebbene comprometterà ulteriormente l’instabile equilibrio di ognuno di essi, finirà comunque per rendere più saldo il loro rapporto…


Con questo film Guillaume Canet ha voluto realizzare una sorta de “Il grande freddo”, la celeberrima pellicola di Lawrence Kasdan datata 1983, in “salsa francese”.
Sebbene la sceneggiatura di “Piccole bugie tra amici” non si contraddistingua per la sua originalità, il regista è comunque riuscito a sostenere bene il carattere corale della pellicola, narrando le dinamiche che si sviluppano tra i singoli personaggi coinvolti nella storia; i quali, sebbene inizialmente ci appaiano altruisti e affettuosi, successivamente si rivelano ai nostri occhi egoisti e bugiardi.
Il titolo originale “Les petits mouchoirs” ( letteralmente  “I fazzolettini” ) fa riferimento ad un’espressione francese che viene utilizzata quando si vuole indicare qualcosa che è tenuto nascosto, stendendoci sopra un fazzoletto.
Questo è proprio ciò che ha fatto, per tutta la sua vita, ciascuna delle persone appartenenti a quel gruppo di amici; non solamente nei rapporti tra di loro, ma anche e soprattutto nei confronti di loro stessi. Gli eventi, però, li costringeranno ad affrontare la realtà per quello che effettivamente è.
All’interno del cast si distingue particolarmente per l’intensità della sua interpretazione Marion Cotillard, compagna del regista nella vita, e premio Oscar come migliore attrice protagonista per il  ruolo di Edith Piaf nel film  “La vie en rose”.
A fare da sfondo alle vicende di questa commedia drammatica abbiamo le incantevoli spiagge di Cap Ferret, la località balneare situata nella regione dell’Aquitania, nel sud-ovest della Francia.
A seguito del successo ottenuto da “Piccole bugie tra amici” sono aumentate le richieste di coloro che nel periodo estivo desiderano affittare un’abitazione proprio in questa zona. Qualcuno ha perfino espressamente richiesto di trascorrere le vacanze nella casa in cui è stato girato il film, e dove l’intero cast ha vissuto per un brevissimo periodo di tempo, per potersi ambientare prima dell’inizio delle riprese.
Per cominciare ad entrare nelle atmosfere estive della pellicola, vi consiglio di guardarne subito il trailer; io, come al solito, vi rinnovo il mio invito su questo blog con la prossima cartolina dalla Francia.




Titolo: Piccole bugie tra amici ( Les petits mouchoirs ) 
Regia: Guillaume Canet
Interpreti : François Cluzet, Jean Dujardin, Benoît Magimel, Marion Cotillard, Gilles Lellouche
Nazionalità : Francia
Anno : 2010