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domenica 22 settembre 2019

GRANDI BUGIE TRA AMICI di Guillaume Canet: il grande valore dell’amicizia, nonostante tutto…




Alla vigilia del suo sessantesimo compleanno, Max ( François Cluzet ) decide di recarsi a  Cap Ferret sull’Atlantico, per trascorrere un po’ di tempo da solo.
Sinceramente non sta attraversando un buon periodo: ridotto sul lastrico a seguito del fallimento della sua attività commerciale, purtroppo è in procinto di vendere la bellissima villa in prossimità del mare dove per anni ha trascorso le vacanze estive in compagnia della moglie ( dalla quale si è ormai separato ), del figlio, ma soprattutto della chiassosa compagnia di amici che, a causa di varie incomprensioni, non vede più da anni.
Il suo progetto di ritagliarsi del tempo per riflettere sulla sua esistenza viene però ben presto mandato a monte.
Questo perché, con la complicità di Sabine ( Clémentine Baert ), la sua nuova compagna, quegli stessi amici con cui sembrava aver interrotto ogni rapporto, nel tentativo di superare definitivamente i vecchi dissapori, decidono di piombargli inaspettatamente in casa per festeggiare tutti insieme il suo compleanno.
Sebbene Max, almeno inizialmente, non gli riservi di certo una calorosa accoglienza, finisce comunque per invitarli a rimanere, anche se dovranno trasferirsi in un’altra villa che, a insaputa degli altri,  Eric ( Gilles Lellouche ) ha precedentemente preso in affitto.
Contrariamente a ogni sua previsione, proprio grazie alla vicinanza di quel gruppo di persone, nel corso di quei giorni Max riuscirà a ridefinire le sue priorità, e ad affrontare con il sorriso le difficoltà che gli riserverà il futuro.



Dopo l’incredibile successo di “Piccole bugie tra amici”, Guillaume Canet ha deciso di riunire lo stesso straordinario cast di interpreti ( più qualche gradita new entry ) per dare un seguito alle vicende di quel caotico gruppo di parigini in piena crisi di nervi, che anni fa aveva divertito e allo stesso tempo commosso il pubblico di mezzo mondo.
Da allora molte cose sono cambiate nelle vite di Max, Eric, Marie, Vincent e Antoine; ma soprattutto, nel frattempo sono intervenuti spiacevoli litigi che inevitabilmente hanno finito per portare allo sfaldamento del loro gruppo.
Il sentimento di amicizia che li unisce è comunque ancora molto forte, dato che, sebbene con diverso entusiasmo, ognuno di essi accetta di spostarsi fino a Cap Ferret per festeggiare tutti insieme un traguardo così importante nella vita di Max.
Grandi bugie tra amici” è in effetti una preziosa occasione di riflessione sul grande valore dell’amicizia, nonostante le piccole e grandi avversità che inevitabilmente finiscono per abbattersi sulle nostre vite.
François Cluzet anche in questo attesissimo sequel del talentuoso Canet finisce per risultare il vero mattatore della pellicola, magistralmente affiancato dalle straordinarie interpretazioni di Marion Cotillard ( qui nei panni di una madre che non ha ancora appreso pienamente il vero significato della maternità ) Gilles Lellouch ( un quarantenne  professionalmente realizzato che, malgrado tutto, si ritrova a doversi occupare da solo di una bimba piccola ) e Laurent Lafitte ( l’eterno Peter Pan della comitiva ).
Tutto ciò sullo sfondo di una delle località più suggestive della Francia in qualunque stagione dell'anno.

                                                            
                                                           Foto: Cinematografo.it

Titolo: Grandi bugie tra amici ( Nous finirons ensemble  )
Regia: Guillaume Canet
Interpreti: François Cluzet, Marion Cotillard, Gilles Lellouche, Benoît Magimel
Nazionalità: Francia
Anno: 2019

martedì 13 agosto 2019

DUE DESTINI di Lisa Azuelos: una travogente storia d’amore sospesa tra immaginazione e realtà.



Elsa ( Sophie Marceau ) è una scrittrice osannata dal suo pubblico di lettori; Pierre ( François Cluzet ), invece, è un avvocato di successo.
Presentati da un amico comune, si incontrano per la prima volta al Salone del libro di Rennes, e, tra una battuta e l’altra, tra i due si crea subito una splendida alchimia.
Tutto ciò farebbe pensare al preludio di una romantica storia d’amore, se non fosse per il fatto che Pierre è un uomo felicemente sposato con due figli, mentre Elsa, sebbene fresca di divorzio, e anche lei con prole a carico, esclude a priori la possibilità di avere relazioni con uomini già impegnati.
Quando però si rincontrano a Parigi, dove entrambi risiedono, Elsa e Pierre capiscono di non poter vivere l’uno lontano dall’altra e, conseguentemente, decidono di portare avanti la loro del tutto particolare storia d’amore…


Con questa sua pellicola del 2014, la regista francese ha portato sullo schermo una travolgente storia d’amore costantemente sospesa tra immaginazione e realtà.
Nonostante siano ben consapevoli delle loro rispettive situazioni familiari, Elsa e Pierre non rinunciano ad alimentare quella scintilla che è scoccata fin dal momento del loro primo incontro, e così, affidandosi in parte al destino, in parte al loro senso di responsabilità, vivono “in incognito” la loro crescente e incontenibile passione.
Grazie a dialoghi estremamente brillanti, una colonna sonora accattivante, e una Parigi particolarmente glamour, la pellicola di Lisa Azuelos ( che in “Due destini” interpreta anche la moglie di Cluzet ) affascina lo spettatore fin dalle sue prime scene.
Merito ovviamente anche di una straordinaria Sophie Marceau, che con la sua interpretazione ci regala un effervescente cocktail di simpatia e sensualità, e del sempre bravissimo François Cluzet.


Titolo: Due destini ( Une rencontre  )
Regia: Lisa Azuelos
Interpreti: Sophie Marceau, François Cluzet, Lisa Azuelos, Alexandre Astier
Nazionalità: Francia
Anno: 2014

mercoledì 25 aprile 2018

“Il medico di campagna” di Thomas Lilti: un uomo e il suo incrollabile senso del dovere.


Sono anni che Jean-Pierre ( François Cluzet ) si occupa da solo della salute di una piccola comunità rurale, venendo in soccorso dei suoi pazienti a qualunque ora del giorno e della notte, e incurante delle condizioni atmosferiche, ogni qualvolta viene richiesto un suo intervento. 
Il giorno in cui gli viene diagnosticato un tumore cerebrale, dovendo conseguentemente seguire un ciclo di cure, gli viene altresì consigliato di mettersi a riposo, e quindi di cercare al più presto un sostituto che nel frattempo possa occuparsi dei suoi pazienti. 
Sebbene Jean-Pierre si dimostri fin da subito restio a seguire quel consiglio, ben presto si ritrova comunque costretto a collaborare con Nathalie ( Marianne Denicourt ), un’ex-infermiera che ha da poco conseguito la laurea in medicina. 
L’uomo fin da subito cerca in ogni modo di osteggiare l’operato della collega, arrivando perfino a scontrarsi verbalmente con lei; con il tempo, però, la donna riuscirà a conquistarsi la stima di Jean-Pierre e ( forse ) a trasformare la natura del loro rapporto in qualcosa che va ben oltre la professione medica…


Dopo aver affrontato in “Hippocrate” l’iniziazione di un giovane uomo alla professione medica, il regista torna a occuparsi di medicina, e più in generale delle condizioni del sistema sanitario francese, portando questa volta sullo schermo la storia di un instancabile medico  di campagna.
Thomas Lilti, che prima di dedicarsi alla regia cinematografica esercitava lui stesso l’antica professione di Ippocrate, tratteggia in questa sua pellicola l’intenso ritratto di un uomo profondamente combattuto tra il senso di responsabilità nei confronti dei suoi amati pazienti e l’improrogabile esigenza di sottoporsi alle cure mediche richieste dalla sua malattia.
Tutto ciò si sviluppa sullo sfondo dei tranquilli paesaggi della periferia francese, lontana dalle grandi città e dai nuovi e super attrezzati centri ospedalieri, all’interno dei quali sembra però non trovare più spazio la medicina tradizionale - di cui Jean-Pierre è ancora un fervente praticante - nella quale l’ascolto e il sostegno morale al paziente rivestono un ruolo determinante nel suo percorso verso la guarigione.
Questo non è ciò che almeno inizialmente sembra pensare Nathalie, ed è principalmente tale divergenza di vedute alla base dei loro contrasti; fortunatamente, tali incomprensioni verranno  però ben presto superate perché, come avrà modo di appurare anche lo stesso Jean-Pierre, purché prevalga sempre il buon senso e il rispetto del paziente, non si può disconoscere l’importanza dei progressi che quotidianamente vengono registrati in campo medico e scientifico.
François Cluzot si riconferma uno degli attori di punta dell’attuale cinema d’oltralpe, affiancato questa volta dall’affascinante Marianne Denicourt, i cui sguardi e silenzi sono più eloquenti di mille parole. 


Titolo: Il medico di Campagna ( Médecin de campagne )
Regia: Thomas Lilti
Interpreti: François Cluzet, Marianne Denicourt, Christophe Odent, Patrick Descamps
Nazionalità: Francia
Anno: 2016



sabato 7 settembre 2013

“Hotel a cinque stelle” di Christian Vincent: come trascorrere l’estate nei luoghi più esclusivi della Costa Azzurra.


Dopo aver ereditato 50.000 euro a seguito della morte di una zia, Franssou (Isabelle Carré) decide di lasciare il noioso fidanzato, e il suo modesto impiego di insegnante a Parigi, per concedersi una meritata vacanza nel sud della Francia; più precisamente nel lussuoso hotel Carlton di Cannes.
Giunta in Costa Azzurra, Franssou fa la conoscenza di Stéphane (José Garcia), un simpatico truffatore che vive di espedienti e che, dovendo restituire prima possibile un’ingente somma di denaro, le chiede di fargli un prestito.
La donna, che nel frattempo si è invaghita di lui, acconsente alla sua richiesta; da quel momento in poi, nonostante l’apparente incompatibilità di carattere tra i due, Franssou inizia a seguirlo in ogni suo spostamento.
Quando però Stéphane, nel tentativo di truffare René (François Cluzet), un ingenuo e introverso pilota di Formula 1, cercherà di spingerla tra le braccia di quest’ultimo, si accorgerà finalmente di provare anche lui qualcosa per Franssou…


Ispirandosi alle sofisticate commedie hollywoodiane degli anni ’30 e ’40, Christian Vincent ha realizzato una pellicola estremamente gradevole, incentrata sul denaro e su come quest’ultimo influenzi il rapporto uomo-donna.
Girato sullo sfondo di un’elegante e colorata Costa Azzurra, che abbiamo la sensazione di vivere in prima persona spostandoci da una camera all’altra del mitico hotel Carlton di Cannes, visitando lussuose ville, o scorrazzando a tutta velocità a bordo di un’auto decappottabile lungo le soleggiate strade della riviera francese, “Hotel a cinque stelle” si contraddistingue per la piacevole effervescenza delle battute che i due protagonisti principali si scambiano ad un ritmo serrato per l’intera durata del film.
Nonostante il lieto fine della storia sia alquanto prevedibile fino dal momento in cui il personaggio interpretato dalla Carré incontra Stéphane, rimaniamo piacevolmente sorpresi, e per questo motivo divertiti, dal profondo cambiamento che la giovane donna attraversa durante il suo soggiorno nel sud della Francia.
Poco dopo il suo arrivo a Cannes, infatti, è come se di fronte ai nostri occhi si materializzasse una Franssou completamente diversa da quella che abbiamo conosciuto nelle scene iniziali ambientate nel caos della metropoli parigina; in grado di mostrarsi apertamente interessata a Stéphane e, addirittura, di lasciarsi  inaspettatamente coinvolgere in alcuni dei suoi loschi traffici.
Isabelle Carré e José Garcia sono semplicemente strepitosi nel riuscire a dar vita a due personaggi (apparentemente) così diametralmente opposti, ma che a poco a poco si scoprono innamorati e, soprattutto, complici.
La Costa Azzurra, una delle location più amate dal cinema francese e non solo, è indubbiamente il terzo grande protagonista di questa deliziosa pellicola che, pur restando comodamente seduti sulla poltrona di casa nostra, ci permette di respirare l’elegante atmosfera di un’estate trascorsa nei luoghi più esclusivi della riviera francese.



Titolo: Hotel a cinque stelle ( Quatre étoiles )
Regia: Christian Vincent
Interpreti: Isabelle Carré, José Garcia, François Cluzet 
Nazionalità: Francia
Anno: 2006

sabato 9 febbraio 2013

“Non dirlo a nessuno” di Guillaume Canet: un successo internazionale per una pellicola caratterizzata da un interminabile susseguirsi di colpi di scena.


Tratto dall’omonimo best-seller di Harlan Coben, e seconda esperienza nel lungometraggio di Guillaume Canet, il talentuoso attore e regista francese, “Non dirlo a nessuno” vanta un incredibile successo a livello internazionale; e questo per merito non solo di una regia e una sceneggiatura che coinvolgono sapientemente lo spettatore, ma anche di un eccezionale cast di interpreti capitanati da un “adrenalico” François Cluzet.
Alexandre Beck (François Cluzet) è un pediatra felicemente coniugato con Margot (Marie-Josée Croze).
La sua vita viene letteralmente sconvolta a seguito del brutale omicidio della moglie, avvenuto mentre i due stavano trascorrendo alcuni giorni nella località in cui si erano conosciuti da bambini, per festeggiare il loro anniversario di matrimonio.
Otto anni più tardi, dopo il ritrovamento di due cadaveri nei pressi del luogo in cui Margot era stata assassinata, la polizia decide di riaprire il caso e Alex torna ad essere il sospettato principale.
Contemporaneamente, l’uomo riceve via e-mail un video dal quale sembrerebbe che in realtà la donna sia ancora viva.
Sarà per Alex l’inizio di una vera e propria corsa contro il tempo per riuscire a provare la propria innocenza e, soprattutto, per cercare di capire cosa sia effettivamente successo a sua moglie.



Con tre milioni di spettatori richiamati nei soli cinema francesi, “Non dirlo a nessuno” è stato candidato a nove premi César, aggiudicandosene poi solamente quattro, tra cui quello per la miglior regia e per il miglior attore a François Cluzet.
Sullo sfondo di una Parigi tutt’altro che turistica, lo spettatore è portato a immedesimarsi con il  protagonista, avendo come la sensazione di vivere in prima persona l’ampio ventaglio dei suoi stati d’animo.
In effetti è praticamente impossibile rimanere indifferenti di fronte al dramma che ha distrutto la vita di Alex; dopo otto anni, durante i quali non è ( comprensibilmente ) riuscito a superare completamente il trauma dell’omicidio della sua adorata Margot, ecco che il verificarsi di una serie di circostanze concomitanti riaccendono in lui la speranza che la donna possa essere ancora viva.
La strada per arrivare a scoprire cosa sia effettivamente accaduto otto anni prima sarà però tutta in salita per Alex; l’uomo, infatti, oltre a dover dimostrare di non essere un assassino, si ritroverà più volte a mettere in pericolo la propria esistenza.
L’amore per Margot gli permetterà a ogni modo di superare ogni ostacolo, sebbene la scoperta della verità si rivelerà alquanto dolorosa per lui.
François Cluzet è semplicemente strepitoso, con un’interpretazione che lo ha impegnato sia emotivamente che fisicamente, dal momento che non sono poche le scene in cui lo vediamo correre lungo le strade di Parigi mentre è inseguito dalla polizia.
Ad affiancarlo in una pellicola che riesce a mescolare magistralmente gli elementi caratteristici della love story con quelli del giallo e del thriller, abbiamo un cast decisamente eccellente con attori del calibro di Kristin Scott Thomas, nella parte dell’amica di Alex, del veterano André Dussollier e della sempre affascinante Nathalie Baye.
Nel film ritroviamo inoltre lo stesso Canet, che dirige se stesso in un piccolo, ma ugualmente sgradevole, ruolo.



Titolo: Non dirlo a nessuno ( Ne le dis à personne )
Regia: Guillaume Canet
Interpreti: François Cluzet, Marie-Josée Croze, Kristin Scott Thomas, André Dussollier, Nathalie Baye, Jean Rochefort, Guillaume Canet
Nazionalità: Francia, 
Anno: 2006

domenica 20 gennaio 2013

“Quasi amici” di Olivier Nakache e Eric Toledano: la vera storia di un’amicizia che non conosce ostacoli.


Ispirandosi alla vita del miliardario tetraplegico Philippe Pozzo di Borgo e del suo badante Yasmin Abdel Sellou, con “Quasi amici” i due registi Olivier Nakache e Eric Toledano sono riusciti a portare sullo schermo una toccante storia di amicizia in cui le scene esilaranti si alternano a quelle in cui lo spettatore è portato a riflettere e, in alcuni casi, perfino a commuoversi.
Protagonisti della pellicola sono il veterano François Cluzet e il travolgente Omar Sy, recente rivelazione del cinema francese. 
Driss (Omar Sy) è un giovane senegalese la cui vita si svolge nei tristi sobborghi della periferia parigina. Recentemente uscito di prigione e in costante conflitto con la propria famiglia adottiva, mira esclusivamente a che il sussidio statale gli venga periodicamente riconfermato.
Quando il facoltoso Philippe (François Cluzet), che un incidente ha costretto per tutta la vita su di una sedia a rotelle, decide che sarà lui a doverlo seguire ventiquattro ore su ventiquattro, ecco che l’esistenza di Driss subisce un profondo e inatteso stravolgimento.
Allo stesso tempo, però, la sua incredibile vitalità e schiettezza porteranno una vera e propria ondata di aria fresca nell’ambiente estremamente rigido e formale a cui Philippe appartiene. In conseguenza di ciò anche la vita di quest’ultimo cambierà, e in meglio; soprattutto dopo che, grazie proprio all’aiuto di Driss, Philippe avrà finalmente incontrato Elénore: la donna con la quale l’uomo ha intrattenuto un lungo rapporto epistolare…



Diventato nel giro di poche settimane il secondo film francese di maggior successo di sempre, dopo il “Giù al nord” di Dany Boon, la storia di “Quasi amici” si sviluppa dall’inaspettato incontro tra Philippe e Driss: due individui appartenenti a due mondi diametralmente opposti.
Philippe è un uomo maturo che, sebbene circondato dal lusso e dalla ricchezza, è purtroppo costretto a fare completamente affidamento sugli altri, a seguito di un incidente di parapendio che lo ha reso completamente paralizzato.
Driss, al contrario, è un giovane uomo di colore a cui di certo non manca la voglia di vivere, sebbene abbia dei problemi con la giustizia e una situazione familiare alquanto complicata.
Quando Driss si presenta presso la sontuosa dimora di Philippe, il quale è in procinto di assumere un nuovo assistente personale, si ritrova improvvisamente catapultato in un ambiente a lui tutt’altro che familiare e, sebbene la sua intenzione sia solamente quella di ottenere il rinnovo del suo sussidio statale, decide di accettare l’ardua sfida lanciatagli dallo sfortunato milionario.
Nel corso delle settimane che trascorreranno insieme, ciascuno dei due avrà la possibilità di conoscere il passato e il presente dell’altro.
Inoltre, mentre Driss verrà lentamente introdotto da Philippe nel mondo dell’arte, quest’ultimo, grazie ai consigli del suo giovane assistente, apprenderà alcune verità sulle donne e sull’amore e, al tempo stesso, acquisirà una nuova prospettiva della vita che lo porterà a guardare oltre il suo handicap.
Mentre François Cluzet è riuscito ad emozionarci anche questa volta con un’altra delle sue magistrali interpretazioni, Omar Sy si è imposto al pubblico internazionale con la sua dirompente  simpatia che lo scorso anno gli ha permesso di aggiudicarsi, tra l’altro,  il César come miglior attore.
A ogni modo “Quasi amici” verrà ricordato negli anni a venire, oltre che per la bravura dei due sopra citati interpreti principali, per essere riuscito a trattare con il sorriso un tema alquanto delicato come quello della disabilità fisica, soprattutto senza cadere in facili e inutili pietismi.
Proprio perché ispirata a una storia realmente accaduta, è quindi una pellicola che ci invita a credere che anche le difficoltà più insormontabili possano, in un modo o nell’altro, essere superate.  



Titolo: Quasi amici ( Intouchables )
Regia: Olivier Nakache, Eric Toledano
Interpreti: François Cluzet, Omar Sy, Clotilde Mollet, Audrey Fleurot
Nazionalità: Francia, 
Anno: 2011

sabato 21 luglio 2012

“Piccole bugie tra amici” di Guillaume Canet: le incantevoli spiagge di Cap Ferret fanno da sfondo alle nevrosi di un gruppo di amici parigini.


La cartolina di oggi arriva dalle spiagge francesi della costa atlantica, e più precisamente da Cap Ferret, dove il regista, nonché attore, Guillaume Canet ha girato nell’estate di tre anni fa “Piccole bugie tra amici”: una commedia drammatica che, dopo aver registrato un enorme successo di pubblico in Francia, è arrivata nelle nostre sale la scorsa primavera.
Alcuni giorni prima della partenza per Cap Ferret, dove ogni estate sono soliti trascorrere insieme un breve periodo di vacanza, un gruppo di parigini viene sconvolto dalla notizia dell’incidente in scooter accaduto all’amico Ludo (Jean Dujardin) all’uscita da una discoteca.
Inizialmente restii a lasciarlo da solo in ospedale, vengono successivamente tranquillizzati dai medici sulle sue reali possibilità di recupero; e decidono quindi di partire ugualmente per il loro ritrovo annuale.
Quella loro vacanza però, anziché  distrarli dai problemi quotidiani,  porterà alla luce tutte le nevrosi, le paure e le incomprensioni tra di loro, che fino ad allora erano rimaste nascoste sotto la sabbia.
Max (François Cluzet), il proprietario della villa, è un uomo di mezz’età dal carattere irascibile che rischia di compromettere irrimediabilmente il proprio rapporto con l’amico Vincent (Benoît Magimel), dopo che quest’ultimo gli ha rivelato di provare per lui qualcosa di più di un sentimento di amicizia.
Marie (Marion Cotillard) è una giovane donna che, alla continua ricerca di un proprio equilibrio interiore, passa con estrema facilità da un partner all’altro.
Eric (Gilles Lellouche) è invece un attore agli inizi della carriera, che non riesce a resistere alla tentazione di sedurre ogni donna che incontra, e che per questo motivo viene abbandonato dalla sua ragazza.
Vi è infine Antoine (Laurent Lafitte), anche lui è stato lasciato dalla fidanzata; ossessiona in continuazione gli altri con la richiesta di consigli, nella speranza di poter tornare insieme a lei.
I giorni trascorrono abbastanza tranquillamente tra risate, litigi e gite in barca, fino a quando non accadrà qualcosa che, sebbene comprometterà ulteriormente l’instabile equilibrio di ognuno di essi, finirà comunque per rendere più saldo il loro rapporto…


Con questo film Guillaume Canet ha voluto realizzare una sorta de “Il grande freddo”, la celeberrima pellicola di Lawrence Kasdan datata 1983, in “salsa francese”.
Sebbene la sceneggiatura di “Piccole bugie tra amici” non si contraddistingua per la sua originalità, il regista è comunque riuscito a sostenere bene il carattere corale della pellicola, narrando le dinamiche che si sviluppano tra i singoli personaggi coinvolti nella storia; i quali, sebbene inizialmente ci appaiano altruisti e affettuosi, successivamente si rivelano ai nostri occhi egoisti e bugiardi.
Il titolo originale “Les petits mouchoirs” ( letteralmente  “I fazzolettini” ) fa riferimento ad un’espressione francese che viene utilizzata quando si vuole indicare qualcosa che è tenuto nascosto, stendendoci sopra un fazzoletto.
Questo è proprio ciò che ha fatto, per tutta la sua vita, ciascuna delle persone appartenenti a quel gruppo di amici; non solamente nei rapporti tra di loro, ma anche e soprattutto nei confronti di loro stessi. Gli eventi, però, li costringeranno ad affrontare la realtà per quello che effettivamente è.
All’interno del cast si distingue particolarmente per l’intensità della sua interpretazione Marion Cotillard, compagna del regista nella vita, e premio Oscar come migliore attrice protagonista per il  ruolo di Edith Piaf nel film  “La vie en rose”.
A fare da sfondo alle vicende di questa commedia drammatica abbiamo le incantevoli spiagge di Cap Ferret, la località balneare situata nella regione dell’Aquitania, nel sud-ovest della Francia.
A seguito del successo ottenuto da “Piccole bugie tra amici” sono aumentate le richieste di coloro che nel periodo estivo desiderano affittare un’abitazione proprio in questa zona. Qualcuno ha perfino espressamente richiesto di trascorrere le vacanze nella casa in cui è stato girato il film, e dove l’intero cast ha vissuto per un brevissimo periodo di tempo, per potersi ambientare prima dell’inizio delle riprese.
Per cominciare ad entrare nelle atmosfere estive della pellicola, vi consiglio di guardarne subito il trailer; io, come al solito, vi rinnovo il mio invito su questo blog con la prossima cartolina dalla Francia.




Titolo: Piccole bugie tra amici ( Les petits mouchoirs ) 
Regia: Guillaume Canet
Interpreti : François Cluzet, Jean Dujardin, Benoît Magimel, Marion Cotillard, Gilles Lellouche
Nazionalità : Francia
Anno : 2010