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domenica 3 giugno 2012

“Giorno di festa” di Jacques Tati: le divertenti avventure di un postino di campagna nella Francia dell’immediato dopoguerra.


La cartolina di oggi arriva dal centro della Francia, e più precisamente da Sainte-Sévère-sur-Indre. Qui, nel 1947 Jacques Tati girò “Giorno di festa”, il suo primo lungometraggio, dove riprese il divertente personaggio di François: il postino già visto ne “L’école des facteurs”.
In un paesino della campagna francese fervono i preparativi per la consueta festa annuale. Tra le varie attrazioni, oltre alla giostra, vi è anche un cinematografo ambulante dove viene proiettato un documentario sulla consegna della posta negli Stati Uniti. François, uno dei postini del villaggio, dopo essere venuto a conoscenza degli innovativi sistemi adottati dai colleghi americani, prova ad imitarli, sebbene con risultati catastrofici, suscitando l’ilarità di tutti gli abitanti del paese.


Jacques Tati iniziò a girare “Giorno di festa” nel 1947 con due macchine da presa e due differenti tipi di pellicola: una  a colori ( in via del tutto sperimentale ) e l’altra in bianco e nero ( per una copia di sicurezza ). Però, poiché dopo diversi tentativi il laboratorio non riuscì a stampare la copia a colori, nel 1949 il film venne proiettato in bianco e nero. Nel 1994 è stata poi finalmente portata sugli schermi anche la versione a colori, dopo il restauro realizzato grazie all’intervento della figlia del geniale cineasta francese.
In questo suo primo lungometraggio notiamo già tutti gli elementi che caratterizzano la sua comicità e la sua abilità di “fare cinema”, e che ritroveremo successivamente anche nelle pellicole che vedono protagonista Monsieur Hulot: l’originale personaggio creato da Tati.
In effetti François, il postino di “Giorno di festa” interpretato dallo stesso Tati, può tranquillamente considerarsi un antesignano di Hulot. A differenza di quest’ultimo, però, che in pellicole come “Le vacanze di Monsieur Hulot” e “Mio zio” viene quasi emarginato per la sua “originalità” da coloro che lo circondano, François e la sua ingenuità sono invece oggetto di derisione da parte degli altri abitanti di Sainte-Sévère, soprattutto dei due giostrai che fingono di impartirgli consigli utili su come migliorare la sua efficienza nella consegna della posta.
In “Giorno di festa” Tati ritrae la realtà del mondo rurale durante il dopoguerra francese, e riesce a trasmetterci perfettamente tutta l’eccitazione e il fermento degli abitanti del villaggio durante i preparativi che precedono la festa annuale.
La vecchietta che vediamo più volte attraversare le strade del paese portando con sé una capretta, tra i tanti curiosi personaggi che ci vengono presentati durante la visione del film, è indubbiamente colei che con i suoi commenti rimane maggiormente impressa nella mente dello spettatore.
Sainte-Sévère-sur-Indre è un piccolo comune nel dipartimento dell’Indre ( regione del Centro ) che  Tati scelse per le riprese e dove, insieme al suo amico e collaboratore Henri Marquet, si era precedentemente rifugiato durante la guerra, nel 1943. Oggi Sainte-Sévère è la sede della Maison de Jour de Fête, un esclusivo museo all’interno del quale turisti e cinefili hanno la possibilità di rivivere le atmosfere di “Giorno di festa” e conoscere tutti i retroscena legati alle riprese del film. QUI trovate maggiori informazioni su come raggiungere Sainte-Sévere-sur-Indre e sulla visita alla Maison de Jour de Fête.


Titolo: Giorno di festa ( Jour de fête )
Regia: Jacques Tati
Interpreti : Jacques Tati, Paul Frankeur, Guy Decomble
Nazionalità : Francia
Anno : 1949