domenica 29 marzo 2015

“Una nuova amica” di François Ozon: un affascinante viaggio nei più reconditi meandri dell’identità sessuale.



Laura ( Isild Le Besco ) e Claire ( Anaïs Demoustier ) hanno solamente sette anni quando si conoscono sui banchi di scuola, e decidono di giurarsi amicizia eterna.
Crescendo, ognuna di loro diventa testimone diretta dell’esperienze sentimentali dell’altra, sebbene, delle due, sia Laura la più corteggiata dai ragazzi.
Poco dopo il matrimonio di quest’ultima con David ( Romain Duris ), Claire decide di sposarsi con Gilles ( Raphaël Personnaz ).
Purtroppo, la loro grande amicizia viene drammaticamente interrotta dalla morte di Laura che, oltre al marito, lascia una bambina ancora in fasce.
Il giorno del funerale, profondamente addolorata per la prematura scomparsa dell’amica, Claire promette di fronte ai presenti che sarà lei a prendersi cura di David e della piccola Lucie.
Ben presto, però, scoprirà qualcosa di veramente inaspettato sul conto di David; qualcosa che finirà per stravolgere completamente le loro vite…




Ispirandosi ad un racconto della scrittrice britannica Ruth Rendell, con “Una nuova amica” François Ozon ci accompagna in un affascinante viaggio nei più reconditi meandri dell’identità sessuale.
Per Claire la morte di Laura, nei confronti della quale ha sempre provato qualcosa di più profondo di un sentimento di amicizia, è un’inaspettata occasione per allargare i propri orizzonti.
In effetti, sebbene inizialmente rimanga alquanto turbata nello scoprire che tra le mura domestiche David ama indossare abiti femminili, a poco a poco, però, comincia a provare nei suoi confronti un’insolita curiosità, che rapidamente si trasforma in attrazione.
Claire ha quindi non solo la possibilità di riallacciare con David / Virginia quel tipo di rapporto che un tempo aveva avuto con Laura, ma di andare anche oltre.
Sempre in bilico tra gli incerti confini della sessualità, per i suoi toni grotteschi “Una nuova amica” ci rimanda con la mente alle colorate pellicole di Pedro Almodovar, mentre la sua tensione narrativa ci permette di respirare le atmosfere tipiche dei capolavori di Alfred Hitchcock.
L’istrionico Romain Duris si rivela ancora una volta uno straordinario interprete anche en travesti; mentre la giovane Anaïs Demoustier, astro nascente del cinema d’oltralpe, si distingue per l’efficace interpretazione del suo personaggio, che vediamo lentamente trasformarsi da timido anatroccolo a donna pienamente consapevole di sé.




Titolo: Una nuova amica ( Une nouvelle amie )
Regia: François Ozon
Interpreti: Romain Duris, Anaïs Demoustier, Raphaël Personnaz, Isild Le Besco
Nazionalità: Francia
Anno: 2014



domenica 15 marzo 2015

“Un castello in Italia” di Valeria Bruni Tedeschi: una toccante storia dai chiari riferimenti autobiografici.


Parigi. Louise Rossi Levi ( Valeria Bruni Tedeschi ) è una quarantenne single di origini italiane; perennemente insoddisfatta, non è ancora riuscita a dare un indirizzo stabile alla propria vita.
Dopo aver condotto per anni un’esistenza agiata, si ritrova adesso a fare i conti con pesanti ristrettezze economiche; tant’è che, insieme alla madre ( Marisa Borini ) ed al fratello Ludovic ( Filippo Timi ), sta valutando l’opportunità di mettere in vendita l’antico castello di famiglia a Castagneto Po, nel tentativo di risanare le loro finanze.
Nel momento in cui Nathan ( Louis Garrel ), giovane attore in crisi d’ispirazione, inizia a farle una corte serrata, Louise intravede la possibilità di realizzare finalmente il proprio desiderio di maternità; purtroppo, però, le cose non vanno come da lei sperato.
A renderla ancora più emotivamente instabile, interviene poi un improvviso peggioramento delle condizioni di salute di Ludovic, malato di AIDS, e, poco dopo, la sua morte.
Fortunatamente, nel suo momento di massima disperazione, non tutto sembrerà comunque perduto per Louise…


Alla sua terza esperienza dietro alla macchina da presa, con “Un castello in Italia” Valeria Bruni Tedeschi ci regala una toccante storia dai chiari riferimenti autobiografici; ispirandosi infatti alle vicende della propria famiglia, mette in scena le infinite nevrosi di una donna costantemente in lotta con se stessa e, per questo, incapace di trovare una propria dimensione all’interno di un’esistenza in cui i suoi unici punti di riferimento, a volte fin troppo  ingombranti, sono rappresentati dalla madre,  magnificamente interpretata da un’intensa Marisa Borini ( madre della Bruni Tedeschi anche nella vita reale ) e Ludovic, con il quale intrattiene un rapporto di grande complicità; ed è proprio la figura di quest’ultimo il più significativo riferimento autobiografico contenuto in “Un castello in Italia”; infatti, come Louise, anche Valeria ha perduto un fratello a causa dell’AIDS: Vinicio, a cui la pellicola è dedicata.
Vi è poi un insistente e problematico corteggiatore, Nathan, con il quale Louise non mancherà di pasticciare ulteriormente la propria vita.
Uno dei meriti diUn castello in Italia” sta proprio nell’aver saputo unire con assoluta naturalezza il registro drammatico a quello comico; e, in effetti, le situazioni al limite del paradossale in cui Louise si ritrova di volta in volta coinvolta, riescono a stemperare l’enorme commozione suscitata dalle scene della malattia e della morte di Ludovic, nell’interpretare le quali Marisa Borini si è inevitabilmente ritrovata a rivivere tutto il dolore derivante dalla perdita del proprio figlio.


Titolo: Un castello in Italia ( Un chȃteau en Italie )
Regia: Valeria Bruni Tedeschi
Interpreti: Valeria Bruni Tedeschi, Louis Garrel, Filippo Timi, Marisa Borini
Nazionalità: Francia
Anno: 2013


domenica 1 marzo 2015

“L’amante” di Claude Sautet: l’inquietudine di un uomo e l’ineluttabile forza del destino.


Pierre Bérard (Michel Piccoli), un ormai affermato architetto, convive con Hélèn (Romy Schneider), la sua bellissima amante.
I due stanno programmando da tempo un viaggio in Tunisia, ma Pierre, che non riesce ancora a staccarsi emotivamente dalla moglie Cathérine (Lea Massari), con la quale condivide la propria attività lavorativa, e dal figlio Bertrand, continua a rimandare la partenza.
Il loro rapporto finisce così per entrare inevitabilmente in crisi; tant’è che durante un suo viaggio di lavoro a Rennes, Pierre scrive una lettera a Hélène, comunicandole la sua intenzione di lasciarla; subito dopo, però, rendendosi conto di non poter fare a meno di lei, l’uomo decide di non spedirla.
Quando crede di essere finalmente riuscito a far luce sui suoi veri sentimenti, un tragico incidente stradale cambia per sempre il suo destino, nonché quello delle due donne che lo amano…


Tratto dal romanzo di Paul GuimardLes choses de la vie”, la pellicola di Claude Sautet è il racconto introspettivo della dolorosa inquietudine di un uomo di successo, letteralmente intrappolato tra la passione per l’amante,  l’affetto per la ex-moglie, e il senso di responsabilità nei confronti del proprio figlio.
Sviluppandosi in una serie di flashback, tra i quali la scena dell’incidente costituisce l’elemento chiave della narrazione, la pellicola si contraddistingue per la sua delicatezza, nonché per l’intensa  interpretazione dei tre attori principali, la forza dei cui sguardi e silenzi prevale indubbiamente su quella dei singoli dialoghi.
La dolce, ma al tempo stesso tormentata, “La chanson d’Hélène” di Philippe Sarde, con la sua travolgente melodia riesce poi a sottolineare alla perfezione il carattere struggente de "L'amante", che raggiunge il suo apice nella straziante scena finale, durante la quale Pierre, mentre sta lottando tra la vita e la morte, vede passare in rassegna di fronte ai propri occhi non solo scene appartenenti al suo passato, ma anche e soprattutto ad un futuro che mai vivrà; perché queste purtroppo, come recita il titolo originale della pellicola, sono le cose della vita.


Titolo: L’amante ( Les choses de la vie )
Regia: Claude Sautet
Interpreti: Michel Piccoli, Romy Schneider, Lea Massari
Nazionalità: Francia
Anno: 1970


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