giovedì 30 agosto 2012

“La sposa in nero” di François Truffaut: la vendetta è un piatto che va servito freddo.


E’ un raffinato thriller di annata quello che vi ripropongo con la cartolina dalla Francia di oggi.
Tratto dall’omonimo romanzo di Cornell Woolrich, e diretto nel 1968 da François Truffaut, “La sposa in nero” è un’altra indimenticabile pellicola del grande cineasta francese, in cui ritroviamo un’intensa Jeanne Moreau nei panni di una seducente e misteriosa dark lady assetata di vendetta.
Julie (Jeanne Moreau) e David (Serge Rousseau) si conoscono dall’infanzia.
Con il passare del tempo, poi, la loro amicizia si trasforma lentamente in amore; e così, divenuti adulti, i due decidono finalmente di sposarsi.
Il giorno del loro matrimonio, mentre stanno uscendo dalla chiesa, David viene però ucciso da un proiettile partito accidentalmente da un fucile.
Responsabili di quello stupido gesto sono cinque amici che, nel momento dell’incidente, si trovano riuniti in un appartamento situato proprio di fronte alla chiesa.
Resisi conto dell’accaduto, e temendo delle ripercussioni sulle loro carriere, i cinque decidono quindi di fuggire prima di essere individuati e arrestati.
Molti anni dopo Julie partirà alla loro ricerca. Spostandosi da una località all’altra della Francia, riuscirà così a rintracciare il playboy Bliss (Claude Rich), l’impiegato di banca Coral (Michel Bouquet), il politico Morane (Michael Lonsdale), il trafficante di auto Delvaux (Daniel Boulanger) e, infine, il pittore Fergus (Charles Denner).
Uno dopo l’altro, ognuno di loro verrà ucciso da Julie che, dal giorno del suo matrimonio, vive solamente per vendicare l’assurda morte del marito.



“La sposa in nero” è un film che, nonostante la linearità della sua struttura narrativa, affascina e intriga fin dalle sue prime immagini.
Una serie di brevi flashback, a cui il regista ricorre per scandire ognuno dei singoli delitti perpetrati dalla gelida e spietata Julie, ci rende a poco a poco partecipi di ciò  che è accaduto molti anni prima, permettendoci così di capire cosa c’è alla base del desiderio di vendetta della sposa in nero.
Nella parte di Julie, pietrificata nel suo dolore, ma allo stesso tempo più che mai determinata a vendicarsi di chi l’ha per sempre privata della gioia di vivere, Jeanne Moreau è semplicemente straordinaria.
Eleganti abiti e raffinate acconciature accentuano il fascino di una donna, che con il suo sensuale alone di mistero riesce ad attirare nella sua trappola ciascuna delle vittime designate, rivelando loro la sua vera identità solo quando sarà troppo tardi per sottrarsi alla sua implacabile vendetta.
Seguendo Julie nei suoi molteplici spostamenti, necessari per riuscire a rintracciare i cinque uomini responsabili dell’omicidio del marito, “La sposa in nero” ci permette di viaggiare tra Cannes, Grenoble e Parigi, regalandoci così un’affascinante immagine della Francia della fine degli anni sessanta.



Titolo: La sposa in nero ( La mariée était en noir )

Regia: François Truffaut

Interpreti : Jeanne Moreau, Claude Rich, Jean-Claude Brialy, Daniel Boulanger, Michael Lonsdale, Michel Bouquet, Charles Denner, 
Nazionalità: Francia
Anno : 1968


domenica 26 agosto 2012

“Cuori” di Alain Resnais: sei personaggi in cerca di felicità.


Diretta nel 2006 dal grande maestro Alain Resnais, e basata sul testo teatrale dell’inglese Alan Ayckbourn, “Cuori” è un film corale in cui ritroviamo, tra gli attori di un cast in stato di grazia, la “nostra” bravissima Laura Morante.
In una grigia e invernale Parigi dei nostri giorni, in cui sembra che non smetta mai di nevicare, scorrono di fronte ai nostri occhi le vite di sei persone: tre uomini e tre donne.
Nicole (Laura Morante) è impegnata nella ricerca di un appartamento dove trasferirsi insieme a  Dan (Lambert Wilson), sebbene i due stiano attraversando una profonda crisi.
L’uomo, recentemente radiato dall’esercito, dove ricopriva la carica di ufficiale, nell’attesa di un nuovo impiego trascorre le sue giornate bevendo e parlando con Lionel (Pierre Arditi), il barman del locale dove si reca quotidianamente.
Quest’ultimo vive con il padre, un anziano scorbutico e bisognoso di assistenza. Per questo motivo, non potendo lasciarlo da solo quando deve recarsi al lavoro, Lionel si rivolge a Charlotte (Sabine Azéma), impiegata in un’agenzia immobiliare durante il giorno, e assistente domiciliare volontaria la sera.
La donna gli dà l’impressione di essere molto disponibile e paziente con l’intrattabile genitore e, soprattutto, estremamente religiosa.
In realtà, dietro alla sua immagine bigotta si nasconde un animo inquieto e disinibito, come ha occasione di constatare anche Thierry (André Dussollier), il collega dell’agenzia immobiliare.
Quest’ultimo infatti, che nutre una grande ammirazione nei confronti di Charlotte, scopre per caso la vera indole della donna durante la visione di una videocassetta da lei prestatagli.
Credendo che si tratti di un suo invito a farsi avanti, Thierry ne approfitta per dichiararle finalmente i propri sentimenti ma, purtroppo, viene da lei miseramente respinto.
Infine vi è Gioëlle (Isabelle Carré), la sorella di Thierry, la quale, costantemente alla ricerca del grande amore della sua vita, ricorre abitualmente alla pubblicazione di annunci sui giornali, però senza alcun successo.


Leone d’Argento a Venezia per la migliore regia, “Cuori” intreccia le storie di sei persone accomunate da una fragilità interiore che ne permea l’esistenza.
Ciascuno di essi si ritrova quotidianamente a lottare contro la solitudine, nel tentativo di riuscire a trovare la tanto agognata felicità; e nonostante cerchi con ogni mezzo di evadere dal grigiore delle proprie giornate, sembra inevitabilmente destinato a rimanere imprigionato nel suo angusto spazio vitale.
La neve, che vediamo cadere ininterrottamente durante tutto il film e, soprattutto, nel passaggio da una scena all’altra, sembra renderne ancora più difficile la fuga, e ovattare, non solo i rumori della città, ma anche e soprattutto le loro emozioni.
Parigi, che dai vetri delle finestre intravediamo sotto uno spesso manto bianco, assiste silenziosa alle speranze e alle delusioni dei sei protagonisti.
Nonostante l’evidente tono drammatico della pellicola, proprio in considerazione delle tematiche trattate, il regista affida il compito di farci sorridere alla finta bigotta interpretata dall’esuberante Sabine Azéma; e parlando proprio degli attori, ciascuno di essi, sotto la magistrale direzione di Resnais, riesce a regalarci un’interpretazione intensa ma allo stesso tempo delicata del proprio personaggio.
Ricordo che QUI trovate invece la pagina di “Cartoline dalla Francia” per seguire tutti gli aggiornamenti di questo blog direttamente sul vostro profilo Facebook.


Titolo: Cuori ( Coeurs )
Regia: Alain Resnais
Interpreti : André Dussollier, Pierre Arditi, Lambert Wilson, Sabine Azéma, Isabelle Carré, Laura Morante
Nazionalità : Francia, Italia
Anno : 2006


giovedì 23 agosto 2012

“Il truffacuori” di Pascal Chaumeil: gli inattesi risvolti dell’amore.


La cartolina dalla Francia di oggi arriva dal Principato di Monaco: una delle locations scelte dal regista Pascal Chaumeil per “Il truffacuori”, la divertente pellicola del 2010 in cui ritroviamo in un ruolo comico il poliedrico Romain Duris, affiancato dalla sofisticata Vanessa Paradis.
Alex Lippi (Romain Duris) di professione fa il “sabotatore di coppie” .
Coadiuvato dalla sorella Mélanie (Julie Ferrier) e dal cognato Marc (François Damiens), su richiesta dei clienti e forte del proprio fascino, fa in modo che donne legate sentimentalmente all’uomo sbagliato rompano improvvisamente  il loro fidanzamento.
Alex è talmente bravo nel suo lavoro che riesce sempre a raggiungere l’obiettivo.
Quando però viene contattato dal ricco signor Van der Beck, intenzionato a impedire l’imminente  matrimonio della figlia Juliette (Vanessa Paradis) con un giovane inglese, l’impresa si rivela però tutt’altro che semplice per lui.
A rendere ancora più complicata la matassa ci pensa poi un usuraio, al quale Alex deve un’ingente somma di denaro; una ragione in più per cui deve assolutamente portare a termine con successo la missione per la quale è stato ingaggiato.
Riuscirà anche questa volta nel suo intento, oppure si ritroverà ad affrontare qualcosa di completamente inaspettato per lui?


Il truffacuori” è una commedia piacevole e piena di ritmo, grazie soprattutto alla presenza di  Romain Duris, molto apprezzato in Francia anche in  ruoli drammatici, ma che in Italia conosciamo soprattutto per “L’appartamento spagnolo” e il sequel “Bambole Russe”.
Nella parte del fascinoso Alex, con barba incolta e capelli lunghi, lo vediamo infatti cantare, ballare,  e perfino lanciarsi da una bicicletta su di un battello in movimento.
Il personaggio da lui interpretato è un uomo sicuro di sé, abituato a viaggiare intorno al mondo a causa della sua professione e che, proprio come fosse un agente segreto in missione, si avvale di un’attrezzatura altamente tecnologica.
E’ capace perfino di farsi venire le lacrime agli occhi nel tentativo di far capitolare ai suoi piedi la “vittima” di turno, e impedirle così di sposare la persona sbagliata; ma con Juliette la situazione si prospetta del tutto differente.
Alex le si presenta come suo bodyguard personale, ma lei non ha la minima intenzione di trovarselo tra i piedi.
Lui comunque non si arrende, e quando finalmente sarà sul punto di conquistare anche Juliette, inaspettatamente si ritroverà a fare i conti con la propria coscienza, perché non si può sempre giocare con i sentimenti.
Particolarmente divertente è la scena in cui Alex e Juliette si trovano in macchina e, ascoltando alla radio la celeberrima “Wake me up before you go go” degli Wham,  nessuno dei due riesce a resistere alla tentazione di canticchiarla; come pure quella in cui i due ripropongono l’indimenticabile coreografia tratta dal film “Dirty dancing”.
L’azzeccato susseguirsi di locations differenti contribuisce inoltre a rendere ulteriormente movimentata una già brillante sceneggiatura. L’azione, che ha inizio tra le suggestive dune del deserto africano, si sposta subito dopo nella decisamente più metropolitana Parigi, per poi trasferirsi definitivamente nell’elegante Principato di Monaco.
Qui di seguito trovate il trailer del film, mentre cliccando QUI potete iscrivervi alla pagina di “Cartoline dalla Francia”, se desiderate seguire gli aggiornamenti di questo blog direttamente sul vostro profilo Facebook.

     
Titolo: Il truffacuori ( L’arnacoeur )
Regia: Pascal Chaumeil
Interpreti : Romain Duris, Vanessa Paradis, Julie Ferrier, François Damiens
Nazionalità : Francia, Principato di Monaco
Anno : 2010


sabato 18 agosto 2012

“L’uomo che amava le donne” di François Truffaut: un raffinato ritratto psicologico dell’universo femminile.


L’uomo che amava le donne” è l’ennesimo indimenticabile capolavoro del maestro François Truffaut, a cui vorrei dedicare la cartolina dalla Francia di oggi. Datata 1977, questa è una pellicola assolutamente da riscoprire, con un irresistibile Charles Denner nel ruolo di un impenitente tombeur de femmes.
In un’invernale Montpellier del 1976, un vero e proprio esercito di donne si sta dirigendo verso il cimitero cittadino per commemorare Bertrand Morane: l’uomo dal quale ognuna di loro, in qualche modo, è stata amata.
"Le gambe delle donne sono dei compassi che misurano il globo terrestre in tutte le direzioni, donandogli il suo equilibrio e la sua armonia".
Con questa frase, Truffaut riassume la sconfinata passione di Bertrand per le donne e, in particolare,  per le loro gambe.
Basta che lui incontri una donna per strada per rimanerne subito affascinato e decidere di volerla sedurre.
Dopo la scena iniziale del funerale, il film si trasforma immediatamente in un lungo flashback, in cui ripercorriamo, secondo i toni leggiadri della commedia, le varie fasi della vita di Bertrand: dagli anni della sua infanzia, trascorsa con una madre libertina, fino ad arrivare all’età adulta; e così, assistiamo a una divertente carrellata delle sue conquiste: dalla baby-sitter pedinata al supermercato, passando per la disinibita impiegata dell’autonoleggio, fino ad arrivare alla alquanto bizzarra moglie di un medico, che finisce addirittura in carcere a seguito del tentato omicidio del marito.
E’ però nel momento in cui viene rifiutato dalla proprietaria di un negozio di abbigliamento, la quale gli confessa apertamente di prediligere i ragazzi più giovani di lei, che Bertrand decide di scrivere un libro, per tentare di riunirvi tutte le donne da lui avute nel corso della sua vita.



Nonostante sia attanagliato dal dubbio se continuare o meno a scrivere, Bertrand porta comunque a termine la stesura del suo manoscritto e, intenzionato a pubblicarlo, lo presenta a diverse case editrici.
Fra queste, sarà una di Parigi, e in particolar modo una dei suoi editor, a mostrare vivo interesse per la sua opera.
A causa di un incidente stradale, però, Bertrand morirà prima che il suo romanzo, intitolato “L’uomo che amava le donne” per l’appunto, giunga nelle librerie.  
Questo ennesimo capolavoro di Truffaut affronta con simpatica ironia l’incredibile storia di un uomo e della sua smisurata passione per le donne.
Allo stesso tempo, però, è un raffinato ritratto psicologico del poliedrico universo femminile, in cui la donna viene rappresentata con i suoi pregi e difetti, con i suoi punti di forza e debolezza e, ancora una volta, con un approccio nei confronti dell’amore completamente differente da quello maschile.
Nonostante Charles Denner risulti, con la sua simpatica sfacciataggine, protagonista incontrastato della pellicola, dobbiamo inevitabilmente riconoscere la bravura delle sue comprimarie; in particolar modo di Brigitte Fossey, nel ruolo di Geneviève, l’editor della casa editrice che decide di pubblicare il libro di Bertrand; e di Nelly Borgeaud, nel singolare ruolo di un’amante lunatica, condannata per tentato uxoricidio.
Una curiosità: nel 1983 Blake Edwards girò “I miei problemi con le donne”, remake del film di Truffaut, con Burt Reynolds nel ruolo dell’impenitente seduttore.



Titolo: L’uomo che amava le donne ( L’homme qui aimait les femmes )
Regia: François Truffaut
Interpreti : Charles Denner, Nelly Borgeaud, Brigitte Fossey, Leslie Caron, Geneviève Fontanel
Nazionalità : Francia
Anno : 1977


mercoledì 15 agosto 2012

“La piscina” di Jacques Deray: intrigo e seduzione sotto il sole della Costa Azzurra.


Se avete una predilezione particolare per le storie in cui intrigo e seduzione si mescolano sapientemente tra loro, allora vi consiglio vivamente la visione de “La piscina” di Jacques Deray.  Sono sicuro che questa pellicola vi affascinerà soprattutto per la sensualità che la coppia Romy Schneider – Alain Delon riesce ancora oggi, dopo più di quarant’anni, a sprigionare sullo schermo. 
Jean-Paul (Alain Delon), uno scrittore in crisi, e Marianne (Romy Schneider), una giornalista, stanno trascorrendo piacevolmente alcuni giorni di vacanza nella villa con piscina di un loro amico, nei pressi di Saint-Tropez.
Però, a interrompere il loro idillio ci pensa Harry (Maurice Ronet), un amico di Jean-Paul, nonché ex-amante di Marianne, che di passaggio dalla Costa Azzurra, si presenta inaspettatamente alla villa insieme alla figlia diciottenne Penelope (Jane Birkin).
I due, dopo aver ricevuto l’invito di Jean-Paul e Marianne, decidono di fermarsi con loro per qualche giorno, prima di proseguire per Milano dove erano originariamente diretti.
La loro convivenza riporterà però lentamente alla luce vecchi dissapori e passioni sopite e, in conseguenza di ciò, i loro rapporti diverranno giorno dopo giorno sempre più tesi fino a quando, una notte, non verrà commesso un omicidio…



Fin dalle prime immagini, in cui vediamo i corpi nudi di Romy Schneider e Alain Delon avvinti sotto il sole in un sensuale abbraccio, possiamo intuire che questo film si regge soprattutto sulla presenza di questi due attori, più che sull’originalità della sceneggiatura.
La scelta di ambientare la storia durante la stagione estiva, all’interno di una villa della Costa Azzurra, in cui il “pezzo forte” è rappresentato proprio da un’elegante piscina, ha poi indubbiamente  aggiunto una nota glamour a questa pellicola.
Tra l’altro l’idea della piscina, intesa come elemento focale attorno al quale si sviluppa tutta la storia, è stata poi  ripresa molti anni dopo anche da François Ozon per il suo intrigante “Swimming Pool” .
Jean-Paul e Marianne ci vengono presentati come una coppia apparentemente collaudata, il cui tranquillo ménage viene però messo in crisi dall’inaspettato arrivo di due ospiti: Harry, una loro “vecchia conoscenza”, e la figlia Penelope.
Mentre Harry cerca di riconquistare Marianne, di cui in passato era stato l’amante, Penelope, con i suoi strani silenzi e la sua falsa ingenuità, finirà per far degenerare, drammaticamente, il rapporto fra Jean-Paul e suo padre.
Sul finale, la storia si tinge infatti di “giallo”, contribuendo così ad accrescere ulteriormente la tensione che si respira durante la visione del film.
Nel caso in cui desideriate tuffarvi nelle “bollenti” atmosfere de “La piscina”, seguendo questo link potete subito vederne il trailer.
Infine, una curiosità: alcune scene del film, in cui Alain Delon è disteso sotto il sole, sono state recentemente utilizzate per la realizzazione di uno spot pubblicitario per un noto profumo maschile, che potete rivedere cliccando QUI buona visione!




Titolo: La piscina ( La piscine )
Regia: Jacques Deray
Interpreti : Alain Delon, Romy Schneider, Maurice Ronet, Jane Birkin
Nazionalità : Francia
Anno : 1968


domenica 12 agosto 2012

“Incontri d’amore” di Arnaud e Jean-Marie Larrieu: l’insolito risveglio dei sensi di una coppia borghese.


Con la cartolina dalla Francia di oggi vorrei riscoprire insieme a voi “Incontri d’amore”: la divertente commedia dei fratelli Arnaud   e Jean-Marie Larrieu uscita nelle sale francesi nel 2005, nella quale, affrontando con ironia l’argomento “scambio di coppia”, si parla di un diverso modo di intendere l’amore e il sesso.
William (Daniel Auteuil) e Madeleine (Sabine Azéma) sono una coppia di mezz’età che conduce una vita tranquilla a Grenoble.
Meteorologo in pensione lui, con l’hobby della pittura lei, hanno una figlia che studia in Italia.
Un giorno, mentre Madeleine si trova sui monti del Vercors, intenta a ritrarne il paesaggio, incontra Adam (Sergi López), il sindaco non vedente di uno dei paesi della zona, che le mostra un vecchio casolare in vendita.
Madeleine ne rimane talmente entusiasta che, dopo qualche giorno, porta a vederlo anche il marito; i due decidono così di acquistarlo.
Una volta trasferitisi nella nuova abitazione, fanno subito amicizia con Adam e sua moglie Eva (Amira Casar); e quando la casa di questi ultimi viene distrutta da un incendio, William e Madeline si offrono di ospitarli nella loro.
A seguito di questa loro convivenza però, William e Madeleine si ritroveranno lentamente coinvolti in uno scambio di coppie, sperimentando così un inaspettato risveglio dei sensi e, al tempo stesso, liberandosi dai rigidi schemi che avevano caratterizzato fino ad allora la loro tranquilla vita borghese.



William e Madeleine sono una delle tante coppie di mezz’età con un matrimonio ben collaudato e una figlia che non vive più con loro, che si sta preparando, sebbene lentamente, all’idea di invecchiare.
Mentre William ci viene presentato come un uomo completamente smarrito, da quando è andato in pensione, Madeleine sembra ricercare nuove emozioni nella pittura.
L’acquisto di una nuova casa e, soprattutto, l’amicizia con i nuovi vicini li porteranno inaspettatamente a rimettere in discussione alcuni aspetti che riguardano la loro vita di coppia.
Grazie ai loro nuovi amici verranno infatti introdotti nel mondo degli “scambisti”, riscoprendo così, come se all’improvviso fossero tornati ad essere dei passionali adolescenti, la possibilità di giocare con il sesso.
Il titolo francese della pellicola recita “dipingere o fare l’amore” proprio per sottolineare l’improvviso cambiamento che caratterizza la vita di William e Madeleine e che li porta, una volta che Adam e Eva si saranno allontanati da loro, a ripetere anche con un’altra coppia lo stesso tipo di esperienza.
Incontri d’amore” è indubbiamente una piacevole commedia, grazie anche alle lodevoli interpretazioni di Daniel Auteuil e Sabine Azéma, i quali, nei rispettivi ruoli, sono riusciti a calarsi con naturalezza all’interno di un contesto che spesso rasenta il grottesco.
Alla riuscita della pellicola ha contribuito anche la scelta delle locations; i fratelli Larrieu hanno infatti ambientato “Incontri d’amore” nelle verdi Prealpi del Vercors ( regione del Rodano-Alpi ), dove Madeleine si reca per dipingerne il paesaggio e, soprattutto, dove scopre il vecchio casolare in vendita.



Titolo: Incontri d’amore ( Peindre ou faire l’amour )
Regia: Arnaud e Jean-Marie Larrieu
Interpreti : Daniel Auteuil, Sabine Azéma, Sergi López, Amira Casar
Nazionalità : Francia
Anno : 2005



martedì 7 agosto 2012

“Un cuore in inverno” di Claude Sautet: negli imperscrutabili meandri dell’animo umano.


E’ uno degli ultimi capolavori del grande regista francese Claude Sautet, la pellicola che vorrei consigliarvi con la cartolina dalla Francia di oggi.
Un cuore in inverno” riscosse in effetti un grandissimo successo, sia di critica che di pubblico, in tutta Europa; e, tra i numerosi riconoscimenti ottenuti, vorrei ricordare in particolare il Leone d’argento assegnato, a Venezia, proprio alla regia di Sautet.
Maxime (André Dussollier) e Stéphane (Daniel Auteuil) sono due liutai, soci in affari e uniti da un lungo e profondo legame di amicizia fin dagli anni in cui frequentavano il conservatorio.
Mentre Maxime è un tipo estroverso, che cura gli interessi dei clienti come se fossero dei veri e propri pazienti, Stéphane, che svolge il proprio lavoro con una dedizione quasi maniacale, ha un carattere diametralmente opposto a quello dell’amico.
Maxime vive felicemente una storia d'amore con Camille (Emmanuelle Béart), una giovane e bella violinista; e quando decide di comunicarlo a Stéphane, scatta in quest’ultimo uno strano meccanismo, che lo porta a sedurre la donna dell’amico.
Stéphane riesce nel suo intento e, sebbene nel frattempo anche lui si sia innamorato di Camille, inspiegabilmente decide di tirarsi  indietro. Ma oramai l’amicizia con Maxime è per sempre compromessa…


Un cuore in inverno” affronta con eleganza e delicatezza la complessità dell’animo umano, con i suoi limiti, le sue contraddizioni e le sue paure.
Maxime presenta a Stéphane, l’uomo a cui è legato da un consolidato rapporto di amicizia, Camille, una violinista di cui si è innamorato e con la quale medita di andare a vivere insieme; ed ecco che,  da una situazione che di per sé non ha nulla di straordinario, si sviluppa però qualcosa di decisamente insolito.
Stéphane, infatti, decide di sedurla, dimostrandosi interessato al suo lavoro e dandole consigli su come migliorare le performances del suo violino.
Camille, da parte sua, inizia a sentirsi sempre più attratta da quell’uomo, al quale pensa con sempre maggior frequenza nel corso delle sue giornate.
Maxime, al quale Camille decide di rivelare ciò che le sta capitando, è convinto che anche l’amico sia attratto da lei.
Però, quando Camille si dichiara a Stéphane, lui la respinge, dicendole di averla sedotta solo per puro divertimento, poiché non prova nulla per lei.
Camille però non crede alle parole di Stéphane; non può avere frainteso le sue intenzioni e, soprattutto, i suoi sguardi così eloquenti; e nel tentativo di provocare una sua reazione, arriva perfino ad affrontarlo verbalmente in modo piuttosto violento.
Tutto ciò, però, sembra lasciare completamente indifferente Stéphane, il quale sostiene di non essere in grado di provare quei sentimenti di cui lei, al contrario, lo ritiene capace.
E’ un’attenta analisi psicologica quella affrontata da Sautet nella penultima pellicola della sua carriera cinematografica.
Sebbene non si contraddistingua per il ritmo, “Un cuore in inverno” si regge indubbiamente sulla forza dei dialoghi, nonché sulle interpretazioni dei singoli attori.
In effetti, anche per la realizzazione di questo suo ennesimo capolavoro, il regista si è avvalso di un cast eccelso; a partire dall’impareggiabile Daniel Auteuil, i cui sguardi risultano più eloquenti delle parole.
Emmanuelle Béart, poi, è semplicemente stupenda nel ruolo della violinista combattuta tra l’amore per i due uomini; mentre André Dussollier, nella parte dell’estroverso Maxime, si riconferma come uno dei migliori attori francesi della sua generazione.
Un ruolo fondamentale nella narrazione della vicenda, ambientata in una Parigi contemporanea, è infine svolto dalla musica di Maurice Ravel, che riesce a sottolineare alla perfezione la  drammaticità della pellicola.



Titolo: Un cuore in inverno ( Un coeur en hiver )
Regia: Claude Sautet
Interpreti : André Dussollier, Daniel Auteuil, Emmanuelle Béart
Nazionalità : Francia
Anno : 1992


giovedì 2 agosto 2012

“Ti va di pagare?” di Pierre Salvadori: l’amore vince sempre sul denaro?


Per la cartolina dalla Francia di oggi ho scelto un’altra commedia “estiva”, e più precisamente “Ti va di pagare?” di Pierre Salvadori, nella quale ritroviamo l’incantevole Audrey Tautou, nei panni di una seducente escort, affiancata dal simpaticissimo Gad Elmaleh.
Irène (Audrey Tautou) è una giovane e affascinante escort, che conduce una vita fatta di lussi e divertimenti, facendosi mantenere da facoltosi uomini maturi.
In un elegante albergo di Biarritz, una sera incontra Jean (Gad Elmaleh), un modesto cameriere che lavora all’interno dell’hotel. Scambiandolo per un miliardario, trascorre la notte con lui.
Il mattino seguente, al suo risveglio, Jean scopre però che lei se ne è andata insieme al suo facoltoso accompagnatore.
L’anno dopo, tornando nello stesso albergo, Irène incontra nuovamente Jean, il quale recita per la seconda volta la parte del miliardario. I due passano, così, un’altra notte insieme.
Irène, però, questa volta viene scoperta dal suo maturo fidanzato che, a soli tre mesi dalla data prevista per il loro matrimonio, decide quindi di troncare immediatamente ogni rapporto con lei.
Credendo di potersi consolare tra le braccia di Jean, Irène torna subito da lui, per scoprire però poco dopo la sua vera  identità.
Costretta inaspettatamente a riorganizzare la propria vita, parte quindi per la Costa Azzurra, dove Jean la raggiunge per dichiararle il suo amore; e nel tentativo di liberarsi di lui, sapendo che non può di certo garantirle il tenore di vita a cui lei è ormai abituata, Irène dà fondo in poco tempo a tutti i suoi risparmi.
Proprio quando Jean si è finalmente convinto a tornare al suo lavoro di cameriere, viene adocchiato da Madeleine (Marie-Christine Adam), una ricca vedova alla ricerca di un giovane accompagnatore.
Inaspettatamente, si ritrova così a ricoprire lo stesso ruolo di Irène, la quale nel frattempo ha sedotto un altro “pluridivorziato” miliardario.
Sebbene inizialmente la giovane donna si mostri prodiga di consigli nei confronti di Jean, in modo da consentirgli di ottenere il più possibile dalla “sua” ricca vedova, con il passare dei giorni  comincerà però a guardarlo con occhi decisamente diversi…


Dopo averci fatto sorridere, nonché commuovere, nei panni della dolce e stralunata Amélie Poulain, ritroviamo la brillante Audrey Tautou in questa sofisticata commedia francese diretta da Pierre Salvadori, nella quale  fin dalle prime immagini ci appare chiaro che tutto ( o quasi ) ruota intorno al denaro.
Nel mondo che ci viene presentato tutto ha un prezzo, apparentemente. Non solamente i vestiti, i gioielli o i soggiorni in lussuosi alberghi; anche la compagnia di donne giovani e belle.
Durante la visione del film, però, lo spettatore  scoprirà che questo fortunatamente non è sempre vero…
Fanno da sfondo alle divertenti vicissitudini di Irène e Jean alcune delle più eleganti località delle coste francesi. Dalle spiagge di Biarritz (nel sud-ovest della Francia ) a quelle della Costa Azzurra, il regista ci dà la possibilità di penetrare all’interno di ambienti esclusivi, non accessibili a chiunque.
E così ci ritroviamo a “soggiornare”, insieme ai due protagonisti, in lussuosi alberghi, come l’Hotel du Palais a Biarritz, o l’Hotel de Paris a Montecarlo.
Ad affiancare  Audrey Tautou, raggiante nei suoi eleganti abiti di scena, troviamo Gad Elmaleh, il simpaticissimo attore di origine marocchina; il quale, grazie alla sua bravura e alla brillante sceneggiatura, riesce perfino a risultare credibile  nei panni del, seppure impacciato, gigolo.



Titolo: Ti va di pagare? - Priceless ( Hors de prix )
Regia: Pierre Salvadori
Interpreti : Audrey Tautou, Gad Elmaleh, Marie-Christine Adam, Vernon Dobtcheff
Nazionalità : Francia
Anno : 2006


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