giovedì 3 maggio 2012

“Le vacanze di Monsieur Hulot” di Jacques Tati: la raffinata eleganza delle immagini in bianco e nero.


Dopo avervi parlato di “Mio zio” in uno dei miei precedenti post, vorrei proporvi oggi un altro film di Jacques Tati: “Le vacanze di Monsieur Hulot”, un lungometraggio del 1953 con il quale il regista francese portò per la prima volta sullo schermo l’irresistibile e strampalato personaggio del titolo.

Tempo di vacanze. Mentre gli appartenenti alla borghesia francese si apprestano a salire su di un treno che li condurrà in una località balneare del nord della Francia, dove trascorreranno le loro vacanze estive in una piccola pensione a gestione familiare, Monsieur Hulot è invece già in viaggio per raggiungere la stessa destinazione a bordo della sua vecchia macchina scoppiettante. Questa pellicola è caratterizzata dall’assenza di una vera e propria trama; il film, infatti, si sviluppa su di una lunga serie di piccole gags che vedono protagonisti i singoli villeggianti, nonché gli abitanti del luogo. Vi sono adulti e bambini, francesi e americani; e poi ovviamente vi è lui: Monsieur Hulot, con il suo cappello, la sua inseparabile pipa e i suoi pantaloni dall’orlo decisamente troppo corto, che a  differenza degli altri non parla, borbotta. Con la caratteristica goffaggine che ci ha divertito anche nelle successive pellicole che lo hanno visto protagonista, Hulot finisce per sconvolgere inevitabilmente la tranquillità di coloro che alloggiano insieme a lui nella pensione; come nel momento in cui appare intento ad ascoltare a tutto volume la musica di un giradischi, senza preoccuparsi minimamente del disturbo arrecato alle altre persone presenti nella sala.
Dalla mattina alla sera, le singole giornate sulla spiaggia vengono scandite dalle irresistibili gags inscenate dal geniale cineasta francese. Quando poi la vacanza giunge al termine, e arriva il momento di prepararsi per la partenza, ad eccezione di pochi, nessuno si preoccuperà di andare a salutare il povero Monsieur Hulot…



Questa pellicola si contraddistingue, più che per la particolarità della trama, per l’atmosfera di serenità che si respira durante la sua visione, sebbene in parte velata di malinconia nel finale. I suoi toni delicati sono magistralmente sottolineati dall’eleganza delle immagini in bianco e nero, nonché dall’affascinante suono del saxofono e del vibrafono di Alain Romains, perfetta colonna sonora delle giornate trascorse piacevolmente sulla spiaggia, che potete ascoltare cliccando QUI.
Saint-Marc-sur-mer, il cui nome compare scritto nel timbro postale, nell’inquadratura finale del film, è una stazione balneare appartenente al dipartimento della Loira Atlantica, nel nord-ovest della Francia, dove è stata girata la maggior parte delle scene tra l’estate e l’autunno del 1951.
Nell’anno 1999, sulla spiaggia di Saint-Marc-sur-mer ormai conosciuta come “spiaggia di Monsieur Hulot”, è stata inaugurata una statua raffigurante proprio il buffo personaggio creato da Tati, diventando così l’oggetto di curiosità e interesse da parte di turisti e di cinefili. L’"Hôtel de la plage" invece, che ha avuto un ruolo fondamentale durante le riprese, è stato interamente rinnovato nell’anno 2008, e rappresenta ancora oggi il luogo ideale dove alloggiare e godersi una rilassante vacanza sul mare della costa atlantica francese.
Vi lascio quindi alla visione del trailer del film, e come al solito vi rinnovo l’invito su questo blog per la prossima cartolina dalla Francia.





Titolo: Le vacanze di Monsieur Hulot ( Les vacances de Monsieur Hulot ).
Regia: Jacques Tati
Interpreti : Jacques Tati, Louis Patrault, Nathalie Pascaud
Nazionalità : Francia
Anno : 1953





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